Sono oltre 10mila (10.314 per l’esat­tezza) i contratti di produttività de­positati e attivi presso il ministero del Lavoro che beneficiano di un pre­mio medio di 1.761,59 euro l’anno ed interessano oltre 3 milioni di lavora­tori (3.123.666). Il dato rilevato al 16 marzo dal dicastero guidato da Ma­rina Calderone è in crescita rispetto ai 9.600 rilevati a metà febbraio. In particolare, dei 10.314 contratti at­tivi, 8.352 si propongono di raggiun­gere obiettivi di produttività, 6.482 di redditività, 5.710 di qualità, mentre 987 prevedono un piano di parteci­pazione e 6.773 prevedono misure di welfare aziendale. Rispetto a febbra­io 2026, la crescita maggiore è quel­la riferita ai contratti che prevedono obiettivi di produttività (+7,8%). Più nel dettaglio, 9.101 contratti sono riferiti a contratti aziendali e 1.213 a contratti territoriali. Per i 10.314 de­positi che si riferiscono a contratti tuttora attivi nella distribuzione geo­grafica resta una forte sproporzione territoriale, con il 72% localizzato al Nord, il 17% al Centro, e solo l’11% al Sud. Per settore di attività economi­ca il 64% interessa i Servizi, il 35% l’Industria e l’1% l’Agricoltura.

La distribuzione per dimensione aziendale risente della composizione del mondo produttivo che vede una netta prevalenza di piccola e picco­lissima impresa: il 47% dei contratti interessa aziende con numero di di­pendenti inferiore a 50, il 37% con un numero di dipendenti maggiore uguale di 100, il restante 16% con un numero di dipendenti compreso fra 50 e 99. Tra i depositi che si riferi­scono a contratti tuttora attivi, il nu­mero di lavoratori beneficiari è pari a 3.123.666, di cui 2.238.305 riferiti a contratti aziendali e 885.361 a con­tratti territoriali. Il valore annuo me­dio del premio risulta pari a 1.761,59 euro, ed è assai più alto per i contratti aziendali dove il valore annuo medio è pari a 1.844,28 euro mentre per i contratti territoriali - spesso riferiti a Pmi – si attesta a 1.222,03 euro. Il premio me­dio risulta in aumento di 36,34 euro rispetto alla media rilevata nella precedente rilevazione al 16 febbraio 2026. Su questi premi, come è noto, ri­conosciuti ai dipendenti del settore privato, tito­lari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato e con un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80mila euro nell’anno precedente si applica un’aliquota di tassazione pari all’1% fino a un massimo di 5mila euro lordi, per effetto della detassazione e dell’in­nalzamento del tetto massimo previsti dall’ultima legge di Bilancio. I premi collegati ai contratti che prevedono premi di risultato e partecipazione agli utili di impresa avevano già beneficiato di una riduzione dell’aliquota dal 10 al 5% con la Mano­vra per il 2023, la misura era stata poi confermata nella Manovra per il 2024 e prorogata dalla legge di Bilancio per il 2025. Dall’aggiornamento del report “Deposito contratti”, attivato a seguito del Decreto interministeriale 25 marzo 2016, emer­ge inoltre che dal 16 febbraio al 16 marzo 2026 risultano 714 contratti attivi in più. In totale il nu­mero di contratti depositati a metà mese è pari a 119.546, con un incremento rispetto del 12,3% nel confronto con lo stesso mese del 2025.

Giorgio Pogliotti

(Estratto da “Top24 Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 25 marzo 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)

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