Lavoro privato e pubblico, turismo, spettacolo, agricoltura: cambiano le buste paga
La Manovra 2026 introduce un ampio pacchetto di agevolazioni fiscali e contributive. Le principali modifiche illustrate in 20 puntiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per 13,6 milioni di lavoratori, privati e pubblici, scatta la riduzione di due punti della seconda aliquota Irpef, che scende dal 35 al 33 per cento. E ancora: 3,8 milioni è la platea di dipendenti privati interessati dall’imposta al 5% sugli incrementi retributivi. Fisco più leggero anche su premi di produttività, lavoro notturno, festivo e su turni. I dipendenti pubblici potranno beneficiare della detassazione del salario accessorio, fino a 800 euro. Bonus anche per i lavoratori del turismo su lavoro notturno e straordinario festivo svolto dal 1°gennaio al 30 settembre 2026.
Per i lavoratori dello spettacolo si migliora l’accesso all’indennità di discontinuità. In agricoltura diventa stabile il lavoro occasionale, dopo un biennio di sperimentazione. Per le lavoratrici madri con due figli sale il bonus, da 40 a 60 euro (entro 40mila euro di reddito).
Ecco in 20 punti tutte le novità in arrivo nel 2026 sul lavoro previste dalla manovra.
1 Taglio Irpef – L’aliquota scende dal 35 al 33 per cento. Scatta una riduzione di due punti della seconda aliquota Irpef che viene ridotta dal 35 al 33 per cento. L’intervento coinvolge circa 13,6 milioni di contribuenti. Per i soggetti con reddito complessivo maggiore di 200mila euro è prevista una riduzione di 440 euro della detrazione dall’imposta lorda spettante in relazione a taluni oneri.
2 Rinnovi contrattuali – Imposta al 5% sugli aumenti. Viene introdotta un’imposta sostitutiva con aliquota pari al 5% agli incrementi retributivi corrisposti ai dipendenti del settore privato nell’anno 2026, in attuazione dei rinnovi contrattuali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 ed entro il 31 dicembre 2026. La disposizione si applica ai lavoratori con reddito da lavoro dipendente, nell’anno 2025, non superiore a 33mila euro. La relazione tecnica alla manovra stima una platea di soggetti interessati alla norma pari a circa 3,8 milioni di lavoratori dipendenti. Si ipotizza un incremento annuo di 680 euro per i dipendenti sotto i 28mila euro; si sale a 750 euro per coloro che hanno un reddito tra 28mila e 33mila euro.
3 Premi di produttività –Tassazione scende dal 5 all’1 per cento Passa dal 5 all’1% l’imposta sostitutiva sui premi di produzione (e sulle quote di partecipazione agli utili da parte dei dipendenti). Si applica su importi che salgono da 3mila a 5mila euro. La relazione tecnica stima una potenziale platea di soggetti coinvolti di circa 250mila unità. La manovra estende poi al 2026 la norma con cui si prevede, per i dividendi corrisposti ai lavoratori dipendenti e derivanti dalle azioni attribuite dalle aziende in sostituzione di premi di risultato, il computo nella base imponibile delle imposte sui redditi nella misura pari al 50% (ad esclusione della quota di tali dividendi eccedente il limite di 1.500 euro, per la quale resta ferma l’inclusione integrale nell’imponibile).
4 Notturni e festivi – Detassati entro il limite annuo di 1.500 euro. Per il 2026 sono assoggettate ad una imposta sostitutiva pari al 15 per cento le somme corrisposte, entro il limite annuo di 1.500 euro, ai lavoratori dipendenti privati, a titolo di maggiorazioni e/o indennità per lavoro notturno, per lavoro prestato nei giorni festivi e nei giorni di riposo settimanale, come individuati dai Ccnl, e sulle indennità di turno. La relazione tecnica stima un numero di lavoratori interessati da questa misura pari a 2,3 milioni.
5 Buoni pasto – L’esenzione fiscale sale da 8 a 10 euro. Passa da 8 a 10 euro l’esenzione fiscale sui buoni pasto elettronici.
6 Turismo – Integrativo del 15% su notturni e festivi. Viene riproposto il trattamento integrativo del 15% sulle retribuzioni lorde per il lavoro notturno e straordinario festivo svolto dal 1° gennaio al 30 settembre 2026. Il beneficio è destinato ai lavoratori degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e ai lavoratori del comparto turistico-alberghiero, inclusi gli stabilimenti termali, titolari di reddito da lavoro dipendente di importo non superiore a 40mila euro (periodo d’imposta 2025).
7 Spettacolo – Migliora l’indennità di discontinuità. Viene modificata la disciplina in materia di requisiti di accesso all’indennità di discontinuità in favore dei lavoratori del settore dello spettacolo. Si innalza da 30mila a 35mila euro il tetto massimo di reddito dichiarato al di sotto del quale è possibile avere accesso al beneficio. Si introduce poi una disciplina più favorevole per gli attori cinematografici e audiovisivi, consentendo di soddisfare il requisito ordinario delle 51 giornate anche con 15 giornate nell’anno precedente oppure con 30 giornate complessive nei due anni precedenti la domanda. Ai fini del calcolo delle giornate minime richieste, non si computano le giornate riconosciute a titolo di indennità di discontinuità, di Alas e Naspi nell’anno o negli anni considerati.
8 Agricoltura - Stabilizzato il lavoro occasionale. Dal 2026 si stabilizza il lavoro occasionale in agricoltura, utilizzato dalle imprese del settore per garantire la continuità produttiva e per rispondere al meglio al fabbisogno di manodopera per le attività stagionali, assicurando ai lavoratori le tutele riconosciute dal rapporto di lavoro subordinato.
9 Salario accessorio Pa - Fisco al 15% entro il limite di 800 euro. Per il 2026 i compensi per il trattamento economico accessorio, comprensivi delle indennità di natura fissa e continuativa, erogati al personale delle amministrazioni pubbliche con reddito di lavoro dipendente di importo non superiore a 50mila euro, sono assoggettati ad una imposta sostitutiva del 15 per cento, entro il limite di 800 euro.
10 Assegno d’inclusione – Stop alla sospensione ma importo dimezzato. Si prevede che, dal 2026, è soppressa la sospensione di un mese del beneficio economico dell’assegno di inclusione che intercorre tra l’esaurimento del periodo di fruizione della prestazione sulla base della normativa vigente (18/12 mesi) e il rinnovo della stessa. Al tempo stesso, si stabilisce la riduzione del cinquanta percento dell’importo della prima mensilità di rinnovo rispetto al beneficio mensile dell’assegno di inclusione spettante.
11 Naspi – Cambia la liquidazione anticipata. Viene modificata l’attuale modalità di erogazione in un’unica soluzione della liquidazione anticipata dell’indennità Naspi. In particolare, si prevede che l’ammontare dell’anticipazione sia erogato in due rate, la prima in misura pari al 70% dell’importo complessivo e la seconda, pari al restante 30%, da corrispondere: a) al termine del periodo di trattamento, qualora lo stesso intervenga prima dei sei mesi; b) non oltre il termine di sei mesi dalla data di inizio dell’attività, qualora il termine del periodo di trattamento intervenga successivamente. Dagli archivi gestionali Inps emerge, per l’anno 2024, che il numero di anticipazioni Naspi erogate sono state 36.230 con un importo medio erogato di circa 15 mila euro corrispondente all’anticipazione di15,8 mesi di Naspi.
12 Bonus mamme – Il contributo sale da 40 a 60 euro al mese. Sale da 40 a 60 euro mensili il bonus mamme per le lavoratrici madri dipendenti (con esclusione dei rapporti di lavoro domestico) e le lavoratrici madri autonome iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie autonome (comprese le casse di previdenza professionali e la gestione separata) con due figli e fino al mese del compimento del 10° anno da parte del secondo figlio, titolari di un reddito da lavoro inferiore a 40mila euro annui. La spesa complessiva è valutata in 630 milioni per l’anno prossimo.
13 Incentivo donne - Esonero totale per chi ha tre figli ed è senza lavoro. Arriva un nuovo incentivo per aiutare l’inserimento al lavoro delle donne madri. La manovra introduce infatti, a decorrere dal 1° gennaio 2026, un esonero totale (100 per cento) dal pagamento dei contributi (fino a un massimo di 8mila euro l’anno) per i datori di lavoro che assumono donne con almeno tre figli minorenni, prive di impiego da almeno sei mesi. La durata di questo esonero varia in base alla tipologia contrattuale per premiare maggiormente le assunzioni stabili. L’esonero al 100 per cento vale per dodici mesi in caso di assunzione a tempo determinato (anche in somministrazione); l’incentivo viene esteso fino a diciotto mesi (dalla data dell’assunzione iniziale) in caso di trasformazione a tempo indeterminato di un rapporto a termine. L’esonero raggiunge i due anni in caso di assunzione a tempo indeterminato.
14 Scivolo part time – Incentivo a rimodulare la percentuale di lavoro. Per favorire la conciliazione vita lavoro la manovra contempla anche la priorità per il lavoratore o la lavoratrice con almeno tre figli conviventi, fino al compimento del decimo anno di vita o senza limiti nel caso di disabili, di vedersi trasformare il contratto da tempo pieno a part-time o di rimodulare la percentuale di lavoro in caso di tempo parziale fino a un taglio di 40 punti percentuali. Ai datori che lo consentiranno sarà riconosciuto l’esonero al 100% dei contributi previdenziali (tranne premi e contributi Inail) per due anni e fino a 3mila euro su base annua.
15 Congedi rafforzati - Il limite d’età dei figli sale da 12 a 14 anni. Si rafforza la disciplina dei congedi. Per quello parentale viene reiterato l’incremento dal 30 all’80%della retribuzione per tre mesi e si innalza da 12 a 14 anni il limite di età dei figli per usufruirne. I potenziali beneficiari oltre il 12° anno di vita del bambino sono stimati in circa 10mila. I congedi per malattia dei figli vedono raddoppiare la durata da 5 a 10 giorni e innalzata dagli 8 ai 14 anni la soglia di età dei figli per potervi ricorrere. È stabilita un’agevolazione per le aziende che assumono sostituti per la maternità: potranno prolungare il periodo di affiancamento al ritorno al lavoro fino al primo anno di vita del bambino.
16 Decontribuzione Zes - Sconti su occupazione giovanile stabile. Arriva una decontribuzione parziale per le assunzioni stabili nella Zes Unica. Nella manovra sono stanziati 154 milioni per il 2026, 400 milioni per il 2027 e 271 milioni per il 2028 con l’obiettivo di incrementare l’occupazione giovanile stabile, e favorire le pari opportunità per le lavoratrici svantaggiate nella Zona economica speciale peril Mezzogiorno. Si finanzia l’esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali per un periodo massimo di ventiquattro mesi, per l’assunzione dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 di personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o per la trasformazione, nello stesso arco temporale, del contratto di lavoro subordinato da tempo determinato a tempo indeterminato.
17 Isee – Modifiche su casa e scale di equivalenza. Si innalza da 52.500 a 91.500 euro, ovvero a 120mila euro per i nuclei familiari residenti nei comuni capoluogo delle aree delle città metropolitane, il limite del valore dell’abitazione di proprietà escluso dal computo Isee, e si prevede un ulteriore incremento del medesimo limite, nella misura di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo (invece che al terzo). Il governo ha modificato anche le scale di equivalenza: 0,1in caso di nucleo con due figli; 0,25 in caso di tre figli; 0,40 in caso di quattro figli e 0,55 in caso di almeno cinque figli. Inoltre, nella componente patrimoniale rilevante per la definizione dell’Isee si dovrà tener conto anche delle giacenze in valuta all’estero, in criptovalute o consistenti in rimesse in denaro all’estero, anche attraverso sistemi di money transfer o di invio all’estero di denaro contante non accompagnato.
18 Ammortizzatori - Pacchetto da 400 milioni per le aziende in difficoltà. In manovra c’è anche un nutrito “pacchetto ammortizzatori” da circa 400 milioni. Dalla pesca ai call center passando per le grandi aziende in crisi alle prese con complessi piani di riorganizzazione e ristrutturazione.
19 Dedicata a te - Rifinanziamento di 500 milioni. La misura viene rifinanziata con 500 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027, e serve a sostenere l’acquisto di beni alimentari di prima necessità da parte di famiglie con Isee non superiore a 15mila euro. Termini e modalità di erogazione delle risorse saranno definite con un decreto interministeriale.
20 Regime Forfetario - Soglia elevata a 35mila euro. Confermata, per l’anno 2026, l’elevazione a 35mila euro della soglia relativa ai redditi di lavoro dipendente e assimilati percepiti nell’anno precedente, oltre la quale non è possibile avvalersi del regime forfettario.
Claudio Tucci
( Estratto da “Quotidiani del Sole 24 Ore”, Il Sole 24 Ore, 4 gennaio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
