Tra il 2019 e il 2025 le regioni del Sud Italia hanno realizzato un trend di crescita del Pil superiore alla me­dia nazionale, con un incremento aggregato dell’8,6% contro il 6,5%. Nonostante le note difficoltà di quest’area, il Mezzogiorno concen­tra numerose eccellenze industriali, in particolare nel farmaceutico, nel trasporto marittimo, nell’energia e nel turismo.

Una crescita sostenuta sicuramente dall’introduzione delle Zes - le Zone economiche specia­li introdotte nel 2017 e operative dal 2021 - e in particolare della Zes unica per il Mezzogiorno, istituita nel 2024, che comprende Abruz­zo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sar­degna e Umbria. Proprio le opportu­nità di investimento offerte dalla Zes unica del Sud Italia sono state al cen­tro di un evento organizzato a Londra dall’Ambasciata d’Italia nel Regno Unito in collaborazione con Ice-A­genzia Londra, il Consiglio naziona­le dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) e Intesa Sanpaolo, rivolto a una platea di oltre cento imprenditori e fondi di investi­mento britannici e internazionali. L’e­vento - parte dell’azione istituzionale a sostegno degli investimenti esteri in Italia - è stato aperto dal vicecapo Missione a Londra, Riccardo Smim­mo, che ha sottolineato il dinami­smo delle relazioni commerciali tra i due Paesi e l’andamento positivo dell’interscambio e degli investimen­ti.

Il quadro di salute del Sud Italia e le sue opportunità di sviluppo sono stati messi in evidenza dallo studio «Check-up Mezzogiorno» di Srm di Intesa Sanpaolo: pur all’interno di un contesto complesso e caratterizzato da elementi di incertezza, quest’a­rea mostra segnali di rafforzamento strutturale e una nuova centralità nell’economia nazionale. Per questo, «il rifinanzia­mento della misura Zes è un fattore di estrema rilevanza», commenta Anna Roscio, executive di­rector sales & marketing imprese di Intesa San­paolo, istituto che, dall’avvio delle Zes, ha erogato a valere sulle agevolazioni previste oltre 9 miliardi di euro.

«Questa misura ha consentito di sostene­re gli investimenti del Mezzogiorno e in partico­lare della Campania - aggiunge Roscio -. Ha inol­tre permesso una maggiore fluidità operativa in termini di apertura di nuove strutture produttive, e ha abilitato nuovi investimenti nel 2025 pari a 7 miliardi». L’evento di Londra è stato un «ricono­scimento dell’impegno e delle competenze dei commercialisti italiani a sostegno del sistema Paese verso una sempre maggiore internazio­nalizzazione delle imprese in termini non solo di export, ma anche, come in questo caso, di attra­zione di investimenti esteri - ha detto Elbano de Nuccio, presidente del Cndcec -. Siamo diventa­ti i consulenti naturali degli investitori esteri che hanno interesse a entrare nel nostro Paese, il loro punto di contatto immediato».

Giovanna Mancini

(Estratto da “Top24 Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 13 febbraio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)

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