Gli incentivi già chiesti da giovani un­der 35 per mettersi in proprio con i finanziamenti per l’auto impiego previsti dal decreto Coesione valgo­no 121 milioni, il 21% della dotazione disponibile per le agevolazioni finan­ziarie alle nuove attività economiche. Fino al 16 marzo, le domande sono state 2.152, mentre 3.878 sono in fase di compilazione e saranno invia­te a breve. I dati sono stati forniti al Sole 24 Ore del lunedì dal ministero del lavoro e delle Politiche sociali.

Nel territorio

Gli aiuti consistono in voucher per l’avvio dell’attività (fino a 40mila euro per il bonus Autoimpiego Centro Nord e fino a 50mila euro per il bo­nus Resto al Sud 2.0) e in contributi a fondo perduto di diversa entità, fino al 75% degli investimenti necessari a far partire l’attività. La maggior parte delle domande raccolte da Invitalia (1.316 presentate e 2.154 in compi­lazione) riguarda l’incentivo Resto al Sud 2.0, che prevede voucher e contributi rafforzati rispetto a quelli per il Centro Nord. Le agevolazioni richieste ammontano a 90,2 milioni e le prime tre Regioni per numero di istanze sono Campania (670), Sicilia (190) e Puglia (169).

Per l’incentivo Autoimpiego Centro Nord le domande inviate sono 830 e quelle in compilazione 1.724. Gli aiuti richiesti valgono 31,1 milioni e le prime tre Regioni per istanze sono Lazio (190), Lombardia (132) ed Emi­lia-Romagna (97).

Il 27% delle domande riguarda ini­ziative di lavoro autonomo o attività libero professionali, mentre il 73% ha lo scopo di avviare un’impresa.

In particolare, dei 591 progetti relativi ad attività libero professionali, 191puntano all’avvio di attivi­tà ordinistiche. Il 39% delle domande presentate è per attività a guida femminile, con una percen­tuale più alta al Sud (42%). Il 34% di coloro che hanno chiesto gli incentivi ha un’età compresa fra30 e 35 anni, il 28% ha da 25 a 29 anni e il 24% è nella fascia dei giovanissimi fra 18 e 24 anni.

Per poter chiedere gli aiuti, i giovani, oltre a non avere più di 35 anni, devono soddisfare uno dei seguenti requisiti:

- essere in condizione di marginalità, di vulnera­bilità sociale e di discriminazione, come definite dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro 2021 - 2027;

- essere inoccupati, inattivi o disoccupati;

- essere disoccupati destinatari delle misure del programma Gol, Garanzia di occupabilità dei la­voratori.

La formazione

Poiché i beneficiari di queste misure sono giovani in condizione di fragilità occupazionale, accanto agli incentivi economici sono stati previsti finan­ziamenti per attività di formazione (le risorse to­tali, per le due finalità, ammontano a 800 milioni). L’obiettivo è quello di garantire la durata nel tem­po delle attività intraprese dai giovani, con capa­cità di programmazione e di gestione.

Per fine aprile è previsto che sia raggiunta la piena operatività dei primi cento formatori accreditati, da affiancare ai giovani aspiranti imprenditori.

«A cinque mesi dall’apertura dello sportello Invita­lia per presentare le domande di incentivo -com­menta Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali - i numeri confermano l’at­trattività dell’autoimpiego: abbiamo più di 2.100 giovani che hanno proposto idee per la creazione di impresa o l’avvio di attività professionale in tut­te le regioni del Paese, con una forte partecipazio­ne femminile. La nostra scelta è quella di promuo­vere il lavoro in tutte le sue forme, dipendente e autonomo. Per questo abbiamo voluto qualificare al massimo le iniziative finanziate, accompagnan­dole con percorsi di formazione e tutoring che raf­forzino i progetti e ne aumentino la sostenibilità». Quanto ai settori più gettonati per le attività da av­viare, una domanda su quattro riguarda il turismo, il 21% è per servizi alla persona, il 18,6% per servizi alle Pmi. Seguono le attività commerciali (11,5%), l’Ict (8,3%) e gli altri settori.

Valentina Melis

(Estratto da “Norme & Tributi Plus Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)

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