Edilizia, nei territori la fiammata dei prezzi arriva a toccare +150%
Il rialzo dei costi energetici legato al conflitto in Medioriente sta provocando forti aumenti dei prezzi dei materiali edilizi, con picchi fino al 150%Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’allarme corre lungo tutta la filiera delle costruzioni e arriva dai territori, in prima fila ad affrontare questa nuova stagione che già si annuncia critica per il settore dell’edilizia. Il sistema Ance segnala già da qualche giorno una nuova fiammata dei prezzi dei materiali collegata alle tensioni energetiche innescate dal conflitto nel Golfo. I primi effetti si riverberano nei cantieri, dove i costi di energia, carburanti e derivati petroliferi stanno risalendo un po’ ovunque, da Nord a Sud. Per questo i costruttori chiedono soluzioni su misura per il settore. Come per la crisi Ucraina, dicono, serve ora attivare un meccanismo di ristori che aiuti le aziende alle prese con gli extracosti. «D’ora in ora continuiamo a registrare segnalazioni preoccupanti di rincari dei prezzi dei materiali dalle nostre imprese sul territorio, che testimoniano crescenti difficoltà nell’approvvigionamento- dice la presidente Federica Brancaccio -. Per questo auspichiamo un intervento a livello europeo con l’adozione di un piano come è stato fatto nel 2022 con lo scoppio della guerra in Ucraina e a livello nazionale, insieme alle misure già allo studio, anche un intervento che sterilizzi l’aumento dell’Iva sui materiali da costruzione derivante dai rialzi dei prezzi». La mappa dei rincari è variegata ma l’allarme è uno solo: dallo scoppio del conflitto il 28 febbraio scorso, carburanti, gas e bitume sono tornati a correre. In Lombardia, per esempio, il gas segna un aumento del 70%, mentre il bitume cresce del 56% e il gasolio del 28% (a Bergamo il gasolio sale del 30%, il bitume del 50% e il gas tocca quota +80%). Spostandosi in Piemonte la pressione si concentra soprattutto sui materiali per le pavimentazioni: asfalto e bitume risultano entrambi in crescita del 20%. In Veneto l’impatto riguardala componente energetica, con gas e carburanti che registrano incrementi dello stesso ordine di grandezza, mentre in Liguria le imprese segnalano un aumento medio del prezzo del bitume del 50%, a cui si aggiunge un’impennata dei carburanti intorno al 20%. In crescita anche le tubazioni in materie plastiche che arrivano a segnare aumenti del 30%. A Genova si segnala un aumento del prezzo dell’asfalto e del bitume da 400 a 600 euro. Scendendo giù per lo stivale le cose non vanno meglio. In Emilia-Romagna la dinamica appare ancora più evidente. Le imprese di costruzioni segnalano aumenti del gas fino al 60%, mentre l’elettricità cresce del 47% e il gasolio del 14%. Ma mai come in Toscana dove i materiali da costruzione arrivano a segnare aumenti record fino al 150%. Nella stessa regione il gasolio cresce del 40% e il bitume del 60%. Nel Centro Italia le tensioni riguardano anche Abruzzo e Marche. In Abruzzo il gas cresce del 75%, mentre ad Ancona il prezzo del gas passa da 37,27 euro di febbraio a 52,33 euro a marzo, l’energia elettrica cresce nello stesso periodo da 114,41 a 136,39 euro.
Nella stessa area il costo del trasporto aumenta fino a 120 euro per ogni fornitura e il bitume passa da 400 a 600 euro. Il quadro si riflette anche in Molise, dove l’associazione regionale dei costruttori segnala tensioni analoghe sui prezzi. Inoltrandosi ancora nel Mezzogiorno, la pressione sui materiali riguarda soprattutto i prodotti di base. A Napoli gli inerti e i materiali lapidei crescono del 35%, mentre ferro, cemento e conglomerati registrano aumenti intorno al 20%. A Reggio Calabria le imprese segnalano rincari del 30%sui prodotti petrolchimici, con il gasolio che passa da 1,66 a 2,1 euro al litro e il bitume che aumenta tra 120e 130 euro a tonnellata. Anche i prodotti per la climatizzazione registrano aumenti tra il 2 e il 4%. In Sicilia poi l’aumento dei carburanti è stato rapidissimo: il gasolio è salito di un euro al litro nel giro di pochi giorni, denuncia Ance. Sempre nell’isola il bitume registra un aumento del 60%, mentre il costo del gas risulta triplicato fino a 151 euro con punte che arrivano a 222 euro. Anche le tubazioni in plastica segnano aumenti fino a 30 euro. Lo scenario desta preoccupazione con una generale «difficoltà nel reperimento di materie prime di origine petrolifera, esposizione a dinamiche speculative e una forte incertezza nella possibilità di pianificare gli investimenti».
Flavia Landolfi
(Estratto da “Top24 Lavoro”, Il Sole 24 Ore, 14 marzo 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
