Cresce - anche nel 2025 - il saldo positivo delle imprese di costruzione. Lo dicono i numeri del conteggio annuale realizzato da Unioncamere-Infocamere/Movimprese, che definisce il settore complessivamente “tonico”, per effetto di una “natimortalità” delle imprese - cioè il saldo tra cessazioni e nuovi ingressi - complessivamente positivo. Al 31 dicembre 2025, il settore delle costruzioni conta complessivamente 818.723 imprese, con un saldo dello stock di +9.306 imprese.

Lo scorso anno, lo stock era superiore: 827.262 imprese, con un saldo anche in questo caso positivo: +10.636 imprese. Questo significa che sia nel 2024 che nel 2025 la dinamica di ciascun anno ha visto più nascite che cessazioni. Il ridimensionamento dello stock si spiega invece con le cancellazioni d’ufficio effettuate nel corso delle revisioni periodiche delle Camere di commercio.

La cancellazione d’ufficio - che si aggiunge a quelle normalmente richieste dall’impresa che cessa l’attività - viene attuata quando l’impresa non dà “segni di vita”: per esempio perché non deposita il bilancio o perché risulta inattiva o perché non soddisfa più alcuni requisiti.

Nel 2025, spiega Infocamere/Movimprese, la “pulizia” è stata particolarmente consistente, con circa 18mila cancellazioni d’ufficio nel settore costruzioni. Questo spiega appunto la riduzione dello stock delle imprese nel 2025 rispetto all’anno prima, con una differenza di circa 8.500 imprese in meno.

Il saldo, spiega sempre Infocamere/Movimprese, viene calcolato sullo stock già depurato dalle cancellazioni d’ufficio. La disaggregazione per tipo di società consente sia di indagare l’andamento settoriale, sia di avere indizi sulla solidità del comparto.

Rispetto al totale dello stock delle imprese di costruzione (818.723), le imprese di capitali ammontano a 285.045, con un saldo positivo di 10.157 imprese. Le società di persone sono 72.267, con un saldo di -2.254 unità) mentre le imprese individuali si attestato a 439.832 unità, con un saldo positivo di 1.603 unità.

Le due principali economie regionali del Paese vedono un protagonismo e un dinamismo anche delle imprese di costruzione. In Lombardia lo stock si attesta nel 2025 a 142.116 imprese, con un saldo positivo di 1.925 unità. Le società di capitale risultano 50.179 (saldo positivo di 2.085 unità).

Nel Lazio risultano 81.415 imprese con un saldo positivo di +1.530 unità. Le società di capitale sono 41.522 (con un saldo positivo di 1.358 unità). Nel settore costruzioni, la componente numericamente maggiore è quella delle imprese che effettuano lavori di costruzione specializzati (F43), con 522.704 unità (di cui 110.426 società di capitale) e un saldo positivo di 7.430 unità.

Segue il segmento delle imprese che operano nell’edilizia (F 41), con 283.249 unità (di cui 166.761 società di capitale) e un saldo positivo nel 2025 di 1.818 unità. Infine, c’è l’ingegneria civile, con 12.770 unità (di cui 7.858 società di capitale) e un saldo positivo di 58 unità.

Numeri positivi anche per le imprese che svolgono attività immobiliari. Al 31 dicembre 2025, il settore conta complessivamente 313.710 imprese, con un saldo dello stock di +8.265 unità. Lo scorso anno, lo stock era più basso: 307.052 imprese, con un saldo anche in questo caso positivo: +5.572 imprese. In questo caso le imprese che svolgono attività immobiliare hanno incrementato il loro numero di 6.658 unità.

Le imprese dell’immobiliare sono anche quelle che nel 2025 hanno messo a segno il maggior saldo positivo (appunto +8.265), con un grande protagonismo delle regioni del Sud e Isole (+2.418), seguito dal Nord ovest (+2.279), Centro (+1.991) e Nord est (+1.577).

Al secondo posto ci sono le imprese costruzione specializzate, con un saldo di +7.430 imprese. Anche in questo caso, il dinamismo maggiore è delle regioni del Sud e Isole (+2.351). Seguono Nord ovest (+1.961), Nord est (+1.569) e Centro (+1.549).

Massimo Frontera

(Estratto da “Norme e tributi Plus Enti Locali & Edilizia”, Il Sole 24 Ore, 26 gennaio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)

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