Commercialisti centrali nel 2026 per Esg, crisi di impresa e crediti fiscali
Tra i settori chiave del 2026 restano le certificazioni di sostenibilità e le procedure per le aziende in difficoltàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per i commercialisti, già alle prese con le tante novità della riforma fiscale sperimentate dallo scorso anno, il 2026 sarà un anno di consolidamento con molti istituti, da quelli della crisi di impresa all’adempimento collaborativo, che continueranno a vederli in prima fila. In più c’è la novità contenuta nella legge di Bilancio che da quest’anno ha reintrodotto i benefici dell’iper-ammortamento su alcuni beni aziendali.
Le operazioni di M&A, poi, non solo tramite acquisizioni, ma anche attraverso joint venture, reti di impresa e partnership, stanno assumendo l’aspetto di alleanze strategiche.
Una tendenza che si riflette nell’attività dei consulenti d’azienda i quali stanno adottando un approccio sempre più multidisciplinare: «È necessario un insieme articolato di attività per favorire l’integrazione sotto il profilo finanziario, gestionale e organizzativo – conferma Dario Lenarduzzi, partner Studio Alcor –. Occorre implementare i sistemi di gestione e controllo, rivedere la governance e disciplinare i rapporti tra i soci». Si assisterà a un sempre maggiore interesse parte dei fondi.
«Vi è una forte attenzione del private equity alle operazioni di acquisizione – spiega Luca Lupone, senior partner Athena Associati – ma si registra anche un allungamento dei tempi di exit, determinato da un contesto diffuso di incertezza». Anche i percorsi di anticipazione della crisi di impresa continueranno a essere centrali quest’anno. «Noi commercialisti redigendo i bilanci e seguendo la contabilità possiamo notare per primi gli alert» spiega Roberta Zorloni, tra i founder dello studio ZQG che nell’anno passato ha raddoppiato i clienti assistiti per queste procedure.
A sorpresa, poi, considerato che dalla Ue è arrivato un alleggerimento delle norme della Direttiva Csrd sui bilanci di sostenibilità, i commercialisti prevedono di continuare a occuparsi anche di certificazioni di sostenibilità aziendali.
«Le imprese sono consapevoli che questa certificazione rappresenta un riconoscimento dell’affidabilità aziendale –commenta Francesco Matrone partner di SM&A Dottori Commercialisti Associati – e favoriscono un migliore accesso al mercato dei capitali». Anche la compravendita dei crediti fiscali continuerà nonostante la fine del Superbonus. «Anzi, stiamo registrando una crescita significativa – afferma Luigi D’Amore, partner Studio D’Amore & Partners –. Ma al commercialista è sempre richiesta la massima attenzione, poiché l’indebita compensazione di crediti inesistenti configura un reato tributario».
Infine, il 2026 sarà un anno delicato per la webtax, l’imposta sui servizi digitali. «Saranno molti i soggetti che, in precedenza sottosoglia, si troveranno a dover effettuare la prima dichiarazione annuale e versare questa imposta» prevede Massimo Mingozzi, founder dello Studio Mingozzi.
Massimiliano Carbonaro
(Estratto da “Norme e tributi Plus Fisco”, Il Sole 24 Ore, 5 gennaio 2026, in collaborazione con L’Unione Sarda)
