Il “no” vince il referendum costituzionale sulla giustizia con ampio margine. Il 53,25% si schiera contro la riforma del governo Meloni, circa 15 milioni di elettori: quasi 2 milioni in più dei “sì”, che si fermano al 46,75%.

"No” avanti in tutte le regioni tranne Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. In Sardegna il voto contrario alla riforma sfiora il 60% (TUTTI I RISULTATI NELL’ISOLA).

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni parla di «occasione persa per modernizzare l'Italia ma andiamo avanti». Anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio “prende atto” del risultato, ma, afferma, «non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia». 

Sempre il ministro ha affermato: «Questa è una riforma che porta il mio nome e me ne assumo quindi la responsabilità politica. Se vi sono stati dei difetti di comunicazione o impostazione sono stati anche i miei». «Purtroppo – ha aggiunto Nordio – ora l'intervento della magistratura associata e sindacalizzata sarà quello di una forte pressione politica. È una vittoria dell'Anm, parliamoci chiaro».

Festeggia invece il centrosinistra, con la segretaria Pd Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che lanciano già le primarie per scegliere il leader del Campo Largo in vista delle prossime elezioni politiche. 

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(Unioneonline)

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