Via libera al ddl immigrazione: blocco navale, niente telefoni nei Cpr ed espulsioni più facili
Ecco cosa prevede il provvedimento approvato oggi in Consiglio dei ministriGiorgia Meloni e Matteo Piantedosi (Ansa)
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Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge sull'immigrazione con norme per attuare il Patto Ue sulla migrazione e l'asilo e altre disposizioni in materia di migranti.
Tra le novità il blocco navale, espulsioni più facili e regole più restrittive nei centri di permanenza.
Secondo l'articolo 10 del provvedimento «nei casi di minaccia grave per l'ordine pubblico o la sicurezza nazionale, l'attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'interno». Costituiscono minaccia grave «il rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio nazionale; la pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini; le emergenze sanitarie di rilevanza internazionale; gli eventi internazionali di alto livello che richiedano l'adozione di misure straordinarie di sicurezza».
Per chi viola il blocco sono previste sanzioni fino a 50mila euro. La «responsabilità solidale» si estende «all'utilizzatore o all'armatore e al proprietario della nave». E in caso di reiterazione della violazione commessa con l'utilizzo della stessa imbarcazione, «si applica la sanzione amministrativa accessoria della confisca dell'imbarcazione e l'organo accertatore procede immediatamente a sequestro cautelare».
Vietato l’uso dei telefoni per gli stranieri trattenuti nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (Cpr): «Al di fuori degli orari, degli spazi e delle modalità di utilizzo autorizzate», allo straniero trattenuto «non è consentita la libera detenzione, all'interno della struttura, di telefoni cellulari, anche di proprietà, i quali sono custoditi da personale del soggetto incaricato della gestione per essere messi a disposizione dell'interessato per il periodo strettamente necessario per l'utilizzo».
Quanto alle espulsioni, vanno decise dai giudici ed effettuate, «oltre che nei casi espressamente previsti dalla legge, quando lo straniero o il cittadino appartenente ad uno Stato membro dell'Unione europea sia condannato ad una pena restrittiva della libertà personale per violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale, violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario, con circostanze aggravanti».
(Unioneonline)
