Sistemi di difesa aerea e antimissilistica per aiutare i nostri contingenti militari sul territorio e i Paesi del Golfo colpiti dalla rappresaglia iraniana; la difesa, tramite l’invio di navi come ha precisato Crosetto, degli Stati europei presi di mira da Teheran (Cipro); e, soprattutto, l’ok all’utilizzo delle basi americane sul territorio italiano, nel rispetto dei trattati bilaterali tra Roma e Washington, quindi per attività «addestrativa» e di «supporto tecnico-logistico».

L’Aula della Camera ha approvato con 179 voti favorevoli e 100 contrari (14 gli astenuti), la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del Governo relative alla crisi in Medio Oriente e alla richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo.

L'Assemblea ha bocciato il documento presentato da Pd-M5S-Avs (il Governo aveva espresso parere negativo sulla totalità del testo) e accolto parti riformulate dall'Esecutivo, con conseguenti pareri positivi su tali passaggi, delle risoluzioni depositate da Italia Viva, Più Europa e Azione.

Con la risoluzione approvata oggi la maggioranza chiede al Governo Meloni di assumersi tre impegni. Nel testo non si fa riferimento all’azione di Usa e Israele ma all’escalation provocata dai «lanci missilistici da parte dell’Iran verso Paesi non coinvolti nell’attacco, che hanno determinato la necessità di rivalutare la sicurezza del personale militare schierato nell’area e dei cittadini italiani presenti, generando un aumento del rischio di allargamento regionale del conflitto».

Questi i tre punti della risoluzione.

1) «Confermare il rispetto, nell'utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l'altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico», si legge in uno dei punti contenuti nella bozza. Non è un via libera all’uso delle nostre basi per lanciare gli attacchi all’Iran, «al momento gli Usa non ce l’hanno chiesto», ha fatto sapere il Governo. E se lo dovessero chiedere, si sarà un ulteriore passaggio in Parlamento. Crosetto ha voluto smorzare l’allarme: «Faremo esattamente quello che fa la Spagna, le basi saranno utilizzate nell’ambito degli accordi bilaterali che abbiamo con gli Stati Uniti».

2) In un secondo punto della bozza si chiede all’esecutivo di «rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane nei teatri operativi del Medio Oriente, con particolare riferimento al mandato di cui alla scheda 04/2025, prorogata, attraverso il dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell'area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell'area, a tutela degli interessi primari nazionali». Il tutto, «anche in relazione alla necessità di contrastare una crisi energetica per i cittadini e le imprese italiane». Personale militare italiano è impiegato in Kuwait, Emirati e Qatar.

3) Infine, si impegna il Governo «a partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Unione Europea per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri UE nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana». Il riferimento è a Cipro, preso di mira dalla rappresaglia iraniana: l’Italia, ha spiegato il ministro Crosetto, invierà delle navi, così come faranno Francia, Spagna e Olanda «in conformità con l'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite».

L’OPPOSIZIONE

Pd, M5s e Avs hanno invece presentato una risoluzione, che è stata bocciata, per impegnare il Governo a «sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti» e a «non autorizzare l'utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l'Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi».

Approvate, con qualche modifica accettata dagli stessi firmatari, le risoluzioni di Azione, Italia Viva e Più Europa.

Azione chiede al Governo di «procedere con la massima rapidità all'incremento della spesa per la difesa e degli investimenti connessi (industria, ricerca e sviluppo, prontezza operativa, difesa aerea e antimissile, capacità anti-drone, protezione delle infrastrutture critiche), definendo un programma vincolante e coerente con gli impegni assunti in sede UE e NATO, al fine di creare nel più breve tempo possibile condizioni effettive di autonomia militare e strategica dell'Italia e, in parallelo, di contribuire alla costruzione di una capacità europea credibile e interoperabile».

Italia Viva chiede l’impegno dell’esecutivo a «riferire con costanza e tempestività alle Camere sull'evoluzione della crisi in Iran e nella regione del Golfo Persico e sulle iniziative diplomatiche, politiche e di sicurezza adottate dall'Italia, garantendo il pieno coinvolgimento del Parlamento nelle scelte di politica estera e di sicurezza che possano incidere sugli interessi strategici nazionali» e ad «adottare ogni iniziativa diplomatica utile a favorire la de-escalation militare e la riduzione delle tensioni nella regione». Si impegna inoltre il Governo a «sostenere con iniziative politiche e diplomatiche il popolo iraniano e a rafforzare i presidi di difesa del nostro Paese per garantire la sicurezza dei nostri cittadini».

Infine, Più Europa, che chiede al Governo di «adoperarsi  per la definizione di una posizione comune all'interno dell'Unione europea, che condizioni ogni eventuale utilizzo di basi e infrastrutture militari nel territorio europeo», di «adoperarsi al fine di scongiurare ulteriori atti di repressione ai danni di civili e detenuti politici e di garantire la sicurezza dei dissidenti iraniani in Italia e in Europa», di «mitigare le conseguenze economiche che potrebbero colpire l'economia nazionale a tutela degli interessi dei consumatori, delle imprese» e di «continuare a garantire, parallelamente, il sostegno politico, economico e militare dell'Italia e dell'Unione europea all'Ucraina».

(Unioneonline/L)

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