Un’altra seduta di Giunta senza il Pd: per la seconda volta in pochi giorni il partito di maggioranza relativa ignora la convocazione della governatrice Alessandra Todde, accentuando lo strappo di domenica scorsa sulla sanità. Stavolta all’ordine del giorno dell’esecutivo non c’erano questioni cruciali (contributi a fiere bovine, delibere sull’Arst e poco altro), ma il significato simbolico delle assenze Dem equivale a un duro avvertimento alla presidente.
Pesa ancora, con tutta evidenza, la scelta di Todde di andare avanti sulla nomina dei direttori generali delle Asl di Cagliari e Olbia, nonostante i dubbi di legittimità manifestati dal segretario regionale del Pd Silvio Lai. Il fatto che i tre assessori democratici (Giuseppe Meloni, Rosanna Laconi ed Emanuele Cani) non partecipassero alla Giunta straordinaria che ha nominato i manager, poteva essere motivato dalla volontà di non sottoscrivere una delibera dubbia.

Ora però la diserzione prolungata rivela una divergenza politica che sfiora la crisi conclamata in maggioranza.

E infatti l’opposizione attacca subito: «La legislatura è a un bivio», dice Fausto Piga di Fratelli d’Italia, «la sensazione è che non sarà il caso decadenza a mandare a casa Todde, ma la sua stessa maggioranza». «Legislatura al capolinea» anche per il deputato di FdI Francesco Mura, mentre il segretario regionale della Lega, Michele Ennas, afferma che «la sanità sarda è stata trasformata in irresponsabile terreno di scontro tra i partiti del Campo largo».
Nessuna dichiarazione per ora dal Pd. Mentre l’assessore all’Agricoltura Francesco Agus (Progressisti), anche lui assente dalla Giunta domenica scorsa ma presente oggi, avverte: «Da parte nostra c’è tutta la buona volontà possibile per favorire un rafforzamento dell’azione e le necessarie ricomposizioni, anche considerando il ruolo infungibile del Pd all’interno della Coalizione progressista».

Nessuna dichiarazione ufficiale neppure da Todde, ma fonti del Movimento 5Stelle fanno sapere che nelle prossime ore è previsto un confronto tra la segreteria del M5S e quella del Pd, sia a livello nazionale che regionale: poi la governatrice farà sintesi e convocherà un vertice di maggioranza.

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