Il caso decadenza non è chiuso, Fercia va in Cassazione: «Tutelo i miei diritti»
L’avvocato pronto a impugnare la sentenza della Corte d’Appello di Cagliari favorevole a Todde: «Sono legittimato al ricorso»Video di Andrea Sechi
Il caso decadenza arriva in Cassazione. Non si arrende l’avvocato Riccardo Fercia, componente del collegio regionale di garanzia elettorale che aveva emesso l’ordinanza-ingiunzione contro la presidente Alessandra Todde resa inefficace con la sentenza depositata ieri dalla Corte d’Appello di Cagliari.
Il verdetto ha escluso la legittimazione del professore a resistere in giudizio in rappresentanza del collegio. E lui ha deciso di impugnare la sentenza: «Una volta che il Tribunale ha ritenuto che sia inammissibile la costituzione in giudizio per il collegio di garanzia, e pertanto che io sia costituito come parte in senso sostanziale, mi ritengo legittimato a ricorrere personalmente nel mio esclusivo interesse in Cassazione per difendere la mia posizione professionale».
Secondo Fercia «bisogna innanzitutto vedere se ricorrerà per Cassazione anche il collegio di garanzia tramite, a questo punto, l'avvocatura generale dello Stato. Ma in linea di principio nel momento in cui è considerato invalido l'atto di costituzione in giudizio riterrei che per logica dovrebbe ripetersi il giudizio di appello. Il giudice ci scrive, in uno degli ultimi capi che le condotte della presidente della Regione hanno reso impossibile verificare con sicurezza i fondi ricevuti, l'identità dei soggetti finanziatori e l'effettivo impiego delle somme» legate al rendiconto elettorale.
E questo, secondo l’avvocato, «perché la Corte ritiene che Todde abbia presentato un rendiconto di un soggetto terzo, e quindi non il suo. Mi domando allora a questo punto quali siano le conseguenze pratiche in ordine alle prossime tornate elettorali, dove a questo punto chiunque può evitare la decadenza semplicemente presentando rendiconti non propri».
