Seggi riaperti questa mattina fino alle 15 per il referendum confermativo sulla riforma della Giustizia già votata dal Parlamento, che interviene sull'ordinamento della magistratura e introduce, tra le altre cose, la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e l'istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare (COSA PREVEDE LA RIFORMA).

Alle 23 del primo giorno di voto l’affluenza ha superato il 46%. Il dato è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. 

In Sardegna l’affluenza va oltre il 39%, Cagliari è attualmente al 47,3%. Nell’Isola gli elettori aventi diritto sono 1.320.841, suddivisi in 1.847 sezioni.

Si vota fino alle 15 poi inizierà lo spoglio delle schede.

Per esprimere consenso alla riforma è necessario barrare il Sì, mentre per esprimere contrarietà alle modifiche della Costituzione si deve barrare il No. Il referendum è di tipo confermativo: non richiede quindi il superamento del quorum.

Per quanto riguarda il voto dei cittadini residenti all'estero, gli italiani iscritti all'Aire (l'anagrafe degli italiani residenti all'estero) potranno regolarmente votare per corrispondenza.

LA GIORNATA IN DIRETTA:

Meloni al voto: «Partecipare è importante»

«Pronta per il voto. Ricordate: c'è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante». Lo twitta su X la premier Giorgia Meloni, con una sua foto con la tessera elettorale per votare sul referendum costituzionale sulla riforma della giustizia.

I dati regione per regione

Alle 23 il dato dell'affluenza si assesta al 46,07%. L'Emilia Romagna si conferma la regione con la più alta partecipazione pari al 53,69%, maglia nera alla Sicilia con il 34,94%. Per quanto riguarda le altre regioni, ecco i dati: Abruzzo 46,56%; Basilicata 39,88%; Calabria 35,70%; Campania 37,78%; Friuli Venezia Giulia 48,55%; Lazio 48,23%; Liguria 48,18%; Lombardia 51,83%; Marche 49,41%; Molise 39,78; Piemonte; 48,94% Puglia 39%; Sardegna 39,09%; Toscana 52,49%; Trentino Alto Adige 41,34%; Umbria 50,11%; Valle D'Aosta 44,25%; Veneto 50,25%

Referendum: il dato dell'affluenza si conferma in crescita rispetto al 2020

Con oltre il 46% registrato alle 23, il trend dell'affluenza alle urne in questa tornata referendaria si conferma in netta crescita rispetto al precedente referendum costituzionale del 2020 che, nel primo giorno di voto allo stesso orario, aveva fatto registrare una partecipazione del 40% degli aventi diritto. Agli altri referendum costituzionali (nei quali, va ricordato, non è necessario il raggiungimento di un quorum) l'affluenza fu sempre inferiore: nel 2001 sulla riforma del Titolo V (nel quale si votò, però, solo in un giorno) l'affluenza alle urne delle 23, e dunque finale, era stata al 34,1%. A quello sulla devolution del 2006 alle 23 del 25 giugno aveva votato il 35%. Nelle altre consultazioni popolari più recenti non di carattere costituzionale nelle quali si votò in due giorni, ad esempio l'ultima del 2025 su lavoro e sulla cittadinanza, si registrò un dato del primo giorno alle ore 23 del 22%.

(Unioneonline)

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