Epurazione in Surra, la leader Elena Pinna: «Pretendiamo rigore, niente attenuanti per chi tradisce la fiducia»
Michael Ardu estromesso dal movimento indipendentista sardo, durissimo video della portavoce: «Siamo molto più di due volti riconoscibili»«La coerenza e il rigore che pretendiamo da chi governa, dalle istituzioni e da chi prende decisioni sulla Sardegna, la pretendiamo prima di tutto da noi stessi. Dentro Surra esistono ruoli, equilibri e fiducia. Se quest'ultima viene tradita, non esistono attenuanti e non si fanno sconti».
Risale ad alcuni giorni fa il video col quale Michael Ardu ha annunciato la sua fuoriuscita da Surra, il movimento indipendentista che negli ultimi mesi si è reso protagonista di numerose battaglie sul campo (contro l’operazione immobiliare a Cala Finanza, in contrasto alla speculazione energetica ma anche contro le vaccinazioni del bestiame per contrastare la dermatite). Un’estromissione accompagnata da un comunicato duro contro uno dei volti della protesta. «La decisione ha effetto immediato», si leggeva.
Ad aggiungere qualche elemento sulla vicenda ora è Elena Pinna, che con Ardu ha rappresentato maggiormente Surra e le sue azioni. Parla di fiducia tradita, Pinna, e di rigore che non c’è stato.
Ecco il discorso della leader del movimento.
«Ho fondato Surra insieme agli altri membri fondatori che reputo miei fratelli, con un obiettivo preciso, diventare ciò che avremmo voluto esistesse già, senza aspettare che siano gli altri a fare, ed essere d'ispirazione e coraggio per chi avrebbe voluto abbracciare la lotta senza sapere però mai da dove partire. Autodeterminazione che parte dai singoli e dal basso, unire chi combatte per vedere un giorno la Sardegna libera, restando fuori dalle logiche di partito e dai personalismi, con l'obiettivo di non ripetere gli errori del passato. Surra è un progetto collettivo al servizio della Sardegna, non di qualcuno, e coinvolge persone da ogni parte dell'isola e anche fuori, con dei principi, una direzione e delle responsabilità precise che sentiamo addosso ogni giorno.
L'uscita di una persona, chiunque essa sia, è solo la prova che esso è forte abbastanza e integro da potersi permettere perfino di fare a meno di uno dei volti più rappresentativi, rendendolo noto senza timore e andando avanti. La coerenza e il rigore che pretendiamo da chi governa, dalle istituzioni e da chi prende decisioni sulla Sardegna, la pretendiamo prima di tutto da noi stessi. Dentro Surra esistono ruoli, equilibri e fiducia. Se quest'ultima viene tradita, non esistono attenuanti e non si fanno sconti.
Chi decide di far parte del movimento e di assumere un ruolo operativo sa di rappresentare qualcosa che va ben oltre la propria persona. Ci sono in ballo le nostre vite e la fiducia di un popolo che per nulla al mondo possiamo permetterci di tradire.
Non siamo un movimento costruito per conservare posizioni, amicizie o ruoli a qualsiasi costo. La priorità è e resterà sempre la tutela dell'isola, a qualunque costo. Surra è molto di più di due volti riconoscibili che vi siete abituati a vedere.
Ci sono persone che sacrificano il loro tempo, la loro tranquillità mentale e le proprie energie per la causa e che lo fanno senza riserve, liberi e senza padroni. Non comandiamo e non permettiamo che ci comandino. E a chi ci accusa di essere un fenomeno social in cerca di approvazione, diciamo una cosa, c'è chi ha scelto di usare i social per divulgare, chi per parlare degli altri e dare voce a frustrazione.
Nessun rancore, scendete in campo e lottate per la vostra terra, nel modo che ritenete più efficace. Siamo tutti utili e nessuno indispensabile. Per noi restare leali verrà sempre prima che restare uniti dovendoci guardare le spalle».
