«Per quattro anni non hanno fatto nulla, adesso che stanno andando via tirano fuori ogni giorno un piano».

Giuseppe Conte lancia da Oristano, dal palco dell’assemblea regionale M5s, la sfida a Giorgia Meloni.

«Adesso state elaborando idee, state buttando suggestioni a memoria futura. Grazie, faremo noi. Abbiamo tante idee, grazie per i suggerimenti, ma dovete realizzarle le cose in 4 anni, non annunciarle a fine legislatura», è il messaggio lanciato dall’ex premier.

Definisce il governo «incapace», Conte. «E questa incapacità la paghiamo noi, la pagano cittadini, famiglie e imprese. In 4 anni non c’è un’idea di un piano industriale, ci sta arrivando uno tsunami addosso e la presidente del Consiglio si vanta dei record. Ma non funziona così. Perché chi vive tutti i giorni la realtà di vita quotidiana e sociale lo vede, lo vede che non si arriva più a fine mese, lo vede come corre l'inflazione. E non è solo un problema di costi energetici, ma di un problema ormai che abbiamo in Italia, la scarsa crescita, e su cui non hanno fatto nessuna misura». 

L’orizzonte è quello delle politiche del 2027: «Per noi non è importante solo andare al governo, ma andarci per cambiare il Paese. Ad alcune condizioni che significa programma chiaro e condiviso, che non può che essere radicale. Ma non ci basta scrivere un testo e buttarlo lì, quello che scriviamo sono obiettivi per tutelare gli interessi dei cittadini, e sarà il nostro vincolo che firmeremo col sangue e tuteleremo ad ogni costo».

Importante anche l’eventuale squadra di governo: «Deve essere affidabile, altrimenti non vai da nessuna parte. Noi non ci rassegneremo a partire e poi si vede. Perché quel 'poi si vede', come certa vecchia politica intende, lo diremo subito. Se cambia qualcosa, poi andate avanti da soli. Noi non ci metteremo la faccia più. L'abbiamo fatto perché c'era una pandemia in corso. Abbiamo dato».

Sulla guerra in Ucraina: «Europa afona rispetto al conflitto, hanno scommesso sulla vittoria militare. Purtroppo il fallimento è evidente, tutte le previsioni di catastrofe in Russia non si sono realizzate, dal crollo dell'economia al cambio di regime e via discorrendo, non ci rimane che la svolta negoziale che abbiamo chiesto sin dall’inizio. I delegati della Russia erano già seduti a Istanbul all'indomani dell'aggressione e adesso Putin l'ha pure detto pubblicamente. Passato un mese, non riusciamo a trovare un negoziatore da mandare a quel tavolo. Capite in che cavolo di situazione oggi sono i nostri governanti europei?».

(Unioneonline)

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