L’impennata del carburante per aerei non verrà pagata dai passeggeri sardi. È questo il sostanziale accordo che a Roma, al tavolo al ministero dei Trasporti, hanno trovato oggi Governo e Regione.

Dunque, i soldi che le compagnie chiedono per compensare il raddoppio del jet fuel, passato da 635,27 euro per tonnellata metrica a 1.200, sarà coperto con fondi pubblici. Vuol dire che le tariffe in Continuità territoriale, previste nell’Isola con il bando 2026-2029, restano invariate. 

L’opzione di non caricare sui sardi il raddoppio del cherosene era una delle tre opzioni in discussione oggi, dopo che ieri Aeroitalia, la compagnia che in Sardegna si è aggiudicata cinque tratte sei della Continuità, ha quantificato in sedici euro a volo il contributo aggiuntivo per non andare in perdita. «Stiamo lavorando per evitare un aumento indistinto dei biglietti», ha detto il ministro Matteo Salvini sul vertice romano, dove il Governo era rappresentato dal numero due del Mit, Edoardo Rixi. Da Bruxelles ha parlato invece la presidente Alessandra Todde, impegnata  in un appuntamento istituzionale: «Ci siamo detti disponibili a trovare delle risorse regionali insieme alle quelle nazionali per poter eventualmente aiutare le compagnie. Quindi c'è disponibilità per riuscire a trovare un punto di caduta».

Per i vettori non cambia la soluzione. Gaetano Intrieri, l’ad di Aeroitalia, l’ha ripetuto anche oggi: «La parte politica sceglie la modalità di erogazione delle risorse, noi ci limitiamo a chiedere un intervento immediato».

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