«Esposto sulle mancate distanze di impianti eolici e agrivoltaici da monumenti Unesco». L’oggetto è scarno, volutamente senza fronzoli, a fronte di un contenuto pesantissimo: in Sardegna, da nord a sud, ci sono «ventisette progetti poco rispettosi dei nostri beni identitari o che invadono la zona cuscinetto a protezione del nostro Patrimonio per l’umanità», ha ricostruito “Bardiania de sa Nurra pro sa Sardinnia”, associazione-baluardo contro la speculazione energetica.

In diciotto pagine, di un lavoro certosino, sono nero su bianco tutte le presunte violazioni inoltrate alla Procura di Sassari e inviate per conoscenza ai vertici di Stato e Regione. Alle presidenti Giorgia Meloni e Alessandra Todde.

Il Comitato segnala «una devastazione di beni culturali e paesaggistici». Un «saccheggio». Da qui l’esposto per «valutare gli eventuali profili di illiceità penale e, nel caso, individuare i possibili soggetti responsabili».

In “Bardiania de sa Nurra pro sa Sardinnia” si appellano alla «fondatezza di rischio temuto». Ma dai loro rilievi «gli impianti indicati nell’esposto hanno un impatto visivo» o comunque «una interferenza con le aree di rispetto» fissate dalla legge.

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