Venticinque anni fa l’apocalisse dell’11 settembre 2001: quattro aerei dirottati da terroristi di Al Qaeda, il gruppo terroristico guidato da Osama Bin Laden, usati come arma di distruzione contro gli Stati Uniti d’America.

Un attentato che sconvolse non solo gli Usa, ma il mondo intero. Una ferita ancora aperta.

Chi era già nato ha impresso indelebilmente nella memoria dove si trovava quando, alle 8:46 ora di New York, il volo American

Airlines 11 si schiantò contro la Torre Nord del World Trade Center di Manhattan, poi precipitata su se stessa alle 10:28. In mezzo ci furono un secondo aereo contro la Torre Sud, un terzo contro il Pentagono, un quarto precipitato in Pennsylvania, per il sacrificio dei passeggeri, che dopo aver compreso di essere diventati ostaggio e parte di un possibile massacro, decisero di ribellarsi ai dirottatori e di intervenire. 

In totale, 2.977 vite perdute. Tra le vittime, anche 411 cittadini di  origine italiana.

I loro nomi sono stati ora raccolti da un sito e da una pubblicazione, con i loro volti e le loro storie. 

L'iniziativa nasce dal lavoro di Giulio Picolli, che per mesi ha ricostruito uno per uno i nominativi partendo dai registri ufficiali, cercando fotografie, verificando informazioni e incrociando fonti spesso incomplete o frammentarie.

Una ricerca che nel tempo è diventata anche un lavoro di relazione e di memoria. Picolli ha contattato le famiglie di numerose vittime, raccogliendo testimonianze e materiali e cercando di mantenere, in ogni fase del progetto, un rapporto diretto con chi quelle storie le ha vissute personalmente.

Secondo i dati raccolti, delle vittime italoamericane 230 morirono nelle Torri del World Trade Center, 159 all'interno di una delle due torri, 17 a bordo dei voli dirottati e 5 al Pentagono. Per ciascuna vittima il progetto raccoglie, quando disponibili, fotografia, età, luogo di residenza.

«Volevo identificare e ricordare ogni italiano che è morto in quella tragedia, individualmente, affinché la loro memoria non appartenga solo a noi ma venga trasmessa ai nostri figli e nipoti", ha detto Picolli. Il lavoro prende forma attraverso un sito web (consultabile su www.nondimenticheremo.com) e una pubblicazione dedicata alle 411 vittime, pensati come un luogo di memoria destinato a crescere nel tempo con nuove fotografie, informazioni e testimonianze. Il progetto comprende inoltre una bandiera tricolore composta dai nomi delle vittime, ispirata alla “Flag of Honor” statunitense. Alla realizzazione e alla diffusione dell'iniziativa hanno contribuito Elisabetta Calello, Gina Lia, Silvana Mangione, Davide Ippolito e Joe De Bellis, le associazioni Ieri Oggi e Domani, Cavaleri Omri del New Jersey e Italia America Reputation Lab, insieme a ilNewyorkese.

(Unioneonline)

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