Tragedia in Spagna, un sassarese tra i sette italiani coinvolti. Disperse due connazionali, uno in ospedale
Almeno 68 morti nello scontro tra due treni ad alta velocità sulla linea Madrid-Siviglia. Gli aggiornamenti della FarnesinaC’è anche un sardo, originario di Sassari e residente all’estero, tra i sette italiani coinvolti nel gravissimo incidente ferroviario avvenuto in Spagna, a Toledo, dove lo scontro tra due treni ad alta velocità ha provocato almeno 68 morti, secondo l’ultimo bilancio ufficiale. Lo fa sapere la Farnesina sulla base dell’elenco passeggeri del treno Iryo e delle prime informazioni sul treno Renfe: dei sette connazionali quattro stanno bene, uno è ricoverato in ospedale ma fuori pericolo e due risultano ancora disperse. Tra loro una donna di Pistoia.
La Farnesina segue la situazione in coordinamento con l’Ambasciata e il Consolato generale d’Italia a Madrid. Su richiesta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, una squadra del Consolato generale continuerà a visitare gli ospedali della zona e i centri di raccolta dei superstiti per raccogliere informazioni e prestare assistenza ai connazionali.
Lo scontro si è verificato alle 8.54 sulla linea dell’alta velocità tra Madrid e Siviglia, nel territorio della comunità autonoma di Castilla-La Mancha, nella zona di Toledo. Secondo la ricostruzione fornita dal ministro dei Trasporti spagnolo, Oscar Puente, un treno Renfe ha investito un convoglio Iryo che si trovava fermo sui binari.
All’origine della tragedia ci sarebbero un guasto al sistema di comunicazione dei computer e un successivo errore umano al centro di controllo di Adif, il gestore delle infrastrutture ferroviarie, nella stazione di Atocha a Madrid. Intorno alle 8.30, ha spiegato il ministro, il sistema di controllo LZB della stazione di Urda, a Toledo, sarebbe andato in avaria per il guasto di tre computer della rete, lasciando senza il sistema di sicurezza un tratto di 63 chilometri della linea ad alta velocità. Il malfunzionamento avrebbe provocato l’arresto automatico dei sei treni che in quel momento percorrevano il tratto, compresi i due coinvolti nell’incidente.
Alle 8.36, secondo quanto riportato dal ministro Puente, il centro di controllo avrebbe autorizzato il treno Renfe a riprendere la marcia, nonostante il convoglio Iryo fosse fermo più avanti, all’ingresso della stazione di Urda, e il semaforo fosse rosso. Nei 18 minuti successivi il treno Renfe avrebbe percorso 25 chilometri, raggiungendo i 200 chilometri orari, prima di schiantarsi contro l’altro convoglio. «C’era il tempo di correggere l’errore» al centro di controllo di Atocha, ha dichiarato il ministro. Ma questo non è avvenuto.
Intanto il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato tre giorni di lutto nazionale: «Indagheremo a fondo e, se ci sono state negligenze, si saprà».
(Unioneonline/D)
