Un attacco iraniano contro una base in Arabia Saudita ha ferito almeno 12 soldati americani, due dei quali in modo grave. Lo riportano i media statunitensi.

L'Iran ha proseguirgli attacchi di rappresaglia contro le nazioni del Golfo, accusate di fungere da base di lancio per gli attacchi statunitensi contro il Paese, iniziati con un'operazione congiunta con Israele il 28 febbraio. L'attacco alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita ha coinvolto almeno un missile e diversi droni, secondo quanto riportato dal New York Times e dal Wall Street Journal, che citano fonti non identificate. I soldati si trovavano all'interno di un edificio della base al momento dell'attacco.

Anche diversi aerei per il rifornimento in volo avrebbero subito danni nell'attacco. L'Arabia Saudita aveva già intercettato in passato diversi missili lanciati vicino alla base. Tredici militari statunitensi sono stati uccisi dall'inizio del conflitto con l'Iran, sette nel Golfo e sei in Iraq. Oltre 300 sono rimasti feriti.

È stata l’ennesima notte di attacchi incrociati, con Israele che ha colpito obiettivi del regime in Iran e Teheran che ha proseguito con la sua azione di rappresaglia, lanciano missili anche sugli Emirati.

Il Pentagono intanto sta valutando di schierare altri 10mila soldati in Medio Oriente. Se dovesse procedere gli Stati Uniti si potrebbero presto ritrovare con 17.000 truppe nell'area: non abbastanza per un'invasione, ma un numero sufficiente per il sequestro di parte del territorio, mettere al sicuro l'uranio iraniano e prendere il controllo di una delle isole di Teheran. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che Donald Trump non ha ordinato il dispiegamento di truppe da terra preferendo per il momento la via diplomatica.

Le notizie del 28 marzo

Ore 10.40 – Nella notte raid colpisce l'università di Teheran

Gli edifici dell'Università iraniana di scienza e tecnologia hanno subito danni a seguito dei raid aerei avvenuti nella notte tra sabato e domenica: lo scrive Iran International che mostra un video. Ieri le autorità locali iraniane hanno denunciato che almeno 26 civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi in un raid a Isfahan in un attacco, ha denunciato il vicegovernatore della provincia, come riportato da Nbc, ad una zona residenziale della città nell'Iran centrale.

Ore 10 – Kurdistan iracheno, sentita forte esplosione vicino all'aeroporto di Erbil

Una forte esplosione è stata udita oggi vicino all'aeroporto internazionale di Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan nel nord dell'Iraq, dove hanno sede i consiglieri statunitensi della coalizione internazionale anti-jihadista. Lo conostata un giornalista sul posto. Secondo un testimone, una colonna di fumo era visibile nel cielo vicino all'aeroporto. Le truppe della coalizione di stanza lì sono regolarmente bersaglio di attacchi da parte di gruppi armati filo-iraniani, effettuati con droni esplosivi che di solito vengono intercettati e abbattuti dalla difesa aerea.

Ore 9.15 – Lunedì a Islamabad incontro Pakistan-Egitto-Turchia-Arabia Saudita sulla guerra

"Un alto funzionario del ministero degli Esteri" di Islamabad ha detto all'Afp che il Pakistan prevede di "ospitare lunedì un incontro quadrilaterale" con Arabia Saudita, Egitto e Turchia sulla guerra in Medio Oriente. Secondo il funzionario interpellato dall'agenzia di stampa francese, e che ha chiesto di rimanere anonimo, le delegazioni dovrebbero arrivare in Pakistan entro domenica sera, ma la loro composizione esatta non è ancora stata confermata. 

Ore 8.30 – Gli Houthi dello Yemen rivendicano il primo attacco contro Israele 

Gli Houthi dello Yemen rivendicano il loro primo attacco contro Israele dall'inizio della guerra in Medio Oriente. 

Ore 7.30 – Thailandia: «Accordo con l’Iran per Hormuz»

La Thailandia ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l'Iran per consentire alle sue petroliere di attraversare lo strategico Stretto di Hormuz, rimasto praticamente paralizzato dall'inizio della guerra in Medio Oriente. "È stato raggiunto un accordo per consentire alle petroliere thailandesi di transitare in sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz, contribuendo ad alleviare le preoccupazioni relative alla fornitura di carburante alla Thailandia", ha dichiarato il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul in una conferenza stampa.

Ore 7.20 – Primo missile dallo Yemen verso Israele

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver rilevato il lancio di un missile dallo Yemen. E' il primo incidente di questo tipo in un mese di guerra in Medio Oriente, dopo che i ribelli Houthi, sostenuti da Teheran, hanno minacciato di entrare nel conflitto. Le forze israeliane "hanno identificato un lancio di missile dallo Yemen verso il territorio israeliano; i sistemi di difesa aerea sono in azione per intercettare questa minaccia", ha affermato l'esercito su Telegram. 

Il movimento degli Houthi dello Yemen, allineato con l'Iran, i cui attacchi sul Mar Rosso hanno causato il caos nel traffico marittimo e commerciale internazionale durante la guerra a Gaza, è pronto a colpire nuovamente questa importante via d'acqua in segno di solidarietà con Teheran. Lo riferisce la Reuters sul proprio sito, citando un leader Houthi. Una mossa che, scrive Reuters, aggraverebbe ulteriormente la crisi petrolifera ed economica globale innescata dalla guerra in Medio Oriente: se gli Houthi dovessero aprire un nuovo fronte nel conflitto, un obiettivo ovvio sarebbe lo Stretto di Bab al-Mandab, al largo delle coste dello Yemen, un punto di strozzatura cruciale per la navigazione e uno stretto passaggio che controlla il traffico marittimo verso il Canale di Suez, dopo che l'Iran ha di fatto chiuso il vitale Stretto di Hormuz.

Ore 7 – Nuovo attacco alla centrale nucleare di Bushehr

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) ha dichiarato di essere stata informata dall'Iran di un nuovo attacco nell'area della centrale nucleare di Bushehr, il terzo incidente di questo tipo in 10 giorni. Teheran ha comunicato all'agenzia che non ci sono stati danni al reattore in funzione e nessuna fuoriuscita di radiazioni, e che l'impianto funziona normalmente, ha affermato l'AIEA. Il direttore generale dell'AIEA, Rafael Grossi, ha avvertito che qualsiasi attacco che danneggi un reattore potrebbe innescare un grave incidente in termini di radiazioni, esortando alla "massima moderazione militare".

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata