Ondata di bombardamenti Usa in Iran: «Colpiti 80 obiettivi». Teheran, droni e missili in Bahrein e Kuwait
Tornano a parlare le armi in Medio Oriente: i potenti attacchi ordinati da Donald Trump direttamente dal vertice Nato di Ankara(Ansa)
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Tornano a parlare le armi in Iran. Donald Trump, dal vertice Nato di Ankara, ha ordinato una serie di «potenti attacchi» in risposta alle «azioni di Teheran contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz».
Secondo il Comando Centrale i raid sono una risposta agli attacchi dell’Iran contro tre navi commerciali in transito a Hormuz, azioni che costituiscono secondo Washington un’aggressione ingiustificata a una violazione del cessate il fuoco.
L'escalation arriva mentre sono ancora in corso i negoziati tra Stati Uniti e Iran per un accordo definitivo. Nelle ore precedenti, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti aveva inoltre revocato una deroga temporanea alle sanzioni che consentiva all'Iran di produrre, vendere ed esportare petrolio greggio fino al 21 agosto, aumentando ulteriormente la pressione economica su Teheran. Era una parte fondamentale dell’intesa per il cessate il fuoco e la riapertura di Hormuz.
Il Comando Centrale Usa ha dichiarato di aver colpito oltre 80 obiettivi nei raid di questa notte: «Abbiamo colpito i sistemi di difesa iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nello stretto e nelle sue vicinanze» scrive l'esercito statunitense in un comunicato pubblicato su X.
Si tratta dei primi attacchi militari Usa dalla fine di giugno, quando si verificarono diversi giorni di attacchi e contrattacchi tra le due parti. Tra gli obiettivi presi di mira dagli Usa ci sono sistemi di difesa aerea, sistemi di sorveglianza costiera, missili terra-aria, postazioni di missili da crociera antinave, siti di lancio di droni e strutture portuali.
Axios parla di attacchi, per portata e potenza, quattro o cinque volte superiori a quelli avvenuti dieci giorni prima.
L’Iran ha risposto colpendo basi Usa in Kuwait e Bahrein. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall'emittente statale IRIB. «In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un'operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave» nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato.
«Grave violazioni dell'memorandum di intesa tra Usa e Iran da parte degli Stati Uniti: Violazione della regolamentazione nello Stretto (di Hormuz, ndr). Minacce persistenti di ulteriori attacchi. Reintroduzione delle sanzioni sul petrolio. Attacchi al sud dell'Iran. Aggressione sionista continua sul Libano. L'era del bullismo e dell'estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo», ha scritto su X Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l'Iran nella trattativa con gli Stati Uniti.
Il Comando Centrale delle Forze armate della Repubblica islamica ha poi dichiarato in un comunicato che «l'Iran non permetterà alcuna interferenza nella gestione e negli affari relativi allo Stretto di Hormuz, in nessuna circostanza».
(Unioneonline)
