Jessica Moretti, proprietaria con il marito Jacques del Constellation, a Crans-Montana, non andrà ai domiciliari. Il tribunale di garanzia di Sion ha stabilito che la donna dovrà depositare i documenti di identità e presentarsi quotidianamente alla polizia.

Oltre al divieto di lasciare il territorio elvetico, l'imprenditrice dovrà anche versare una cauzione, che sarà successivamente definita.

La decisione è stata presa, viene precisato dal Tribunale, su proposta della Procura generale del Vallese, «a causa del rischio di fuga, unico rischio invocato dall'accusa». Nelle motivazioni il giudice di garanzia aggiunge che «non avendo il Ministero Pubblico richiesto la carcerazione preventiva, tale misura restrittiva non poteva essere ordinata dal Tribunale».

«Ogni imputato è presunto innocente fino al passaggio in giudicato di una sentenza di condanna», viene precisato evidenziando che «il principio cardine della procedura penale svizzera prevede infatti che l'imputato rimanga in libertà fino al giudizio; la carcerazione preventiva può essere ordinata solo su richiesta del Ministero Pubblico e in casi eccezionali, come ultima ratio, per garantire il corretto svolgimento dell'istruttoria».

Intanto le indagini sulla strage di Capodanno compiono altri passi avanti. L'autopsia su Riccardo Minghetti, il 16enne tra le vittime italiane del rogo, ha stabilito che la morte è avvenuta per asfissia. I risultati dovranno essere confermati da un approfondito esame tossicologico.

(Unioneonline)

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