Missione dei “volenterosi” per Hormuz, Meloni: «Italia pronta a fornire navi con l’autorizzazione del Parlamento»
A Parigi summit per definire una presenza internazionale «difensiva» per lo sminamento e per vigilare sull’apertura dello Stretto. La premier: «Disponibili a fare la nostra parte»(Ansa-Epa)
«L'Italia offre la sua disponibilità a inviare proprie unità navali sulla base di un'autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle dichiarazioni alla stampa al termine della Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, tenutasi all'Eliseo di Parigi, alla quale hanno partecipato in presenza il presidente francese Macron, il primo ministro britannico Starmer e il cancelliere tedesco Merz, con collegati rappresentanti di diversi Paesi.
Durante il vertice è arrivato l’annuncio della riapertura dello Stretto, che resterà transitabile dalle navi commerciali per tutta la durata della tregua tra Usa e Iran. Ma la Coalizione dei volenterosi sta predisponendo una missione «pacifica» a guida Gran Bretagna e Francia per garantire la libera navigazione nello snodo cruciale marittimo. L’Italia, come ha dichiarato Meloni, è «pronta a fare la sua parte», previo via libera da parte del Parlamento.
«Ovviamente – ha spiegato la presidente del Consiglio - l'attenzione di tutti è concentrata soprattutto sulla presenza navale a Hormuz, aspetto irrinunciabile per diversi motivi: per esigenze concrete come lo sminamento. Ma più in generale per rassicurare l'industria marittima, per fornire un quadro di sicurezza per le navi in transito nello Stretto. Ma è chiaro che una presenza navale internazionale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità, in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva».
«La prossima settimana ci sarà un nuovo incontro a Londra e in quella sede definiremo la composizione della missione», ha detto il premier inglese Starmer. Aggiungendo: «Alcuni Paesi hanno già messo a disposizione loro mezzi» perché «riaprire Hormuz è una necessità e una responsabilità globale».
(Unioneonline)
