Nonostante le aperture di sei nazioni a “impegnarsi” per consentire la navigazione sullo stretto di Hormuz, seppure non militarmente, Donald Trump torna ad attaccare gli alleati della Nato e Londra corre ai ripari: il governo di Keir Starmer autorizza gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche per proteggere lo Stretto di Hormuz.

Nella stessa giornata in cui l'Alleanza decidere di sospendere la missione in Iraq per l'impatto della guerra in Medio Oriente, il presidente americano, già «deluso» per lo smarcarsi più o meno generale dalla guerra contro l'Iran, non ha mandato giù le tiepide dichiarazioni di intenti giunte dal Consiglio europeo (condanna sì degli attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche e petrolifere, e contro le navi mercantili nel Golfo ma anche richiesta di basi giuridiche chiare per un eventuale coinvolgimento nel conflitto). E a nulla è valsa la volontà espressa da Roma, Berlino, Parigi, Londra, Aia e Tokyo di «contribuire agli sforzi necessari per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto», seppure sotto l'egida Onu. «Codardi, ce ne ricorderemo», tuona il repubblicano dalla sua pagina Truth. Per Trump la Nato sarebbe solo «una tigre di carta» senza gli Stati Uniti.

Per risolvere la crisi di Hormuz, facendo pressione sull'Iran perché riapra lo Stretto, l'amministrazione Trump starebbe comunque valutando la possibilità di occupare o bloccare l'isola iraniana di Kharg.

Da Teheran, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi mette in guardia gli europei dal sostegno a Usa e Israele: «Tali azioni non faranno altro che aggravare la situazione», dice durante un colloquio telefonico con l'omologa britannica, Yvette Cooper,  mentre l’esercito iraniano minaccia direttamente Washington e Tel Aviv: «I centri turistici del mondo non più sicuri per i nostri nemici». A scatenare la reazione dei militari di Teheran è stata l'uccisione del portavoce dei pasdaran Ali Mohammad Naini, durante attacchi Usa e di Israele. 

Le notizie del 20 marzo

Ore 22,15- L’Iran: «Non abbiamo eccedenze di greggio»

L'Iran ha dichiarato di non avere eccedenze di petrolio greggio da offrire ai mercati internazionali, dopo che il segretario al Tesoro statunitense ha affermato che Washington potrebbe revocare le sanzioni sul petrolio iraniano in transito in mare. «Attualmente, l'Iran non ha praticamente più eccedenze di petrolio greggio in mare o da fornire ad altri mercati internazionali, e la dichiarazione del segretario al Tesoro statunitense ha il solo scopo di dare speranza agli acquirenti», ha scritto il portavoce del ministero del Petrolio iraniano, Saman Ghoddoosi su X.

Ore 21,30 – Trump esclude il cessate il fuoco

Donald Trump ha escluso la possibilità di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco con l'Iran, affermando che Washington controlla la guerra, giunta ormai alla terza settimana. «Non voglio un cessate il fuoco. Sapete bene che non si fa un cessate il fuoco quando si sta letteralmente annientando la controparte», ha dichiarato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca.

Ore 20.30 – Iran: «Col sì agli Usa, Starmer mette in pericolo vite britanniche»

«La stragrande maggioranza dei cittadini britannici non vuole prendere parte alla guerra intrapresa da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran. Ignorando il proprio popolo, il signor Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche permettendo che le basi del Regno Unito vengano utilizzate per aggressioni contro l'Iran. L'Iran eserciterà il suo diritto all'autodifesa». Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Ore 20 – Crosetto: «Alleati Nato codardi? Non lo sono, anzi aiutiamo»

«Ho letto che Trump ha dato dei codardi a tutti gli alleati della Nato. Non ho capito per quale motivo però. Non mi sembra ci sia stato nessun atto di codardia da parte di nessuno. Anzi penso che l'atteggiamento tenuto da molti alleati della Nato sia un atteggiamento che aiuta gli americani anche in un momento di difficoltà, non per gli americani, ma di difficoltà di uscire da una situazione complessa come quella di Hormuz». Così il ministro della Difesa Guido Crosetto a Dieci Minuti, commentando le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump. 

Ore 19.20 – Londra autorizza gli Usa a usare le proprie basi per proteggere Hormuz

Il governo britannico ha dato il via libera agli Stati Uniti per l'utilizzo delle proprie basi militari al fine di lanciare attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz. In precedenza era stato autorizzato l'uso delle basi solo per operazioni difensive volte a impedire il lancio di missili contro interessi o vite britanniche. Tuttavia, l'esecutivo del premier Keir Starmer ha deciso in una riunione odierna di ampliare il raggio delle operazioni aeree. Stando a quanto comunicato da Downing Street, il via libera di Starmer appare il frutto di un' intesa fra il primo ministro laburista e il presidente Donald Trump. Una portavoce ha precisato che le forze britanniche non saranno comunque coinvolte direttamente in attacchi contro l'Iran. Mentre viene ribadito in parallelo l'appello per «una de-escalation e una risoluzione rapida della guerra». 

Ore 18.30 – Piantedosi convoca il comitato antiterrorismo al Viminale

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi presiederà domani al Viminale il Comitato di analisi strategica antiterrorismo (Casa). La riunione, alla quale partecipano i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence, è in programma alle 12.

Ore 16:50 – Trump: «All'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire dopo gli attacchi»

All'Iran ci vorranno 10 anni per ricostruire dopo gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Ms. «Credo che se ce ne andassimo ora a loro servirebbero 10 anni per ricostruire. Ma non ritengo sia una situazione accettabile. Se restiamo di più non ricostruiranno mai», ha messo in evidenza Trump. 

Ore 16:40 – Khamenei nega i raid su Turchia e Oman: «È un piano di Israele»

La Guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha negato che la Repubblica islamica abbia attaccato la Turchia e l'Oman, sostenendo che si tratti di un "piano" di Israele. "Vorrei ricordarvi che gli attacchi contro la Turchia e l'Oman - entrambi Paesi che hanno buone relazioni con noi - contro alcuni punti in questi Paesi non sono stati portati avanti in alcun modo dalle Forze armate della Repubblica islamica o da altre forze del fronte della resistenza", ha affermato Khamenei .

Ore 15.10 – Trump attacca gli alleati della Nato: «Codardi»

Donald Trump all'attacco degli alleati della Nato. «Senza gli Usa» l'Alleanza «è una tigre di carta. Non vogliono unirsi alla battaglia per fermare un Iran con il nucleare. Ora che la battaglia è vinta dal punto di vista militare, con ben pochi pericoli per loro, si lamentano degli alti prezzi del petrolio che devono pagare ma non vogliono aiutare ad aprire lo Stretto di Hormuz. Vigliacchi, ce ne ricorderemo». Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

Ore 15 – Teheran: «Le mete turistiche nel mondo non sono più sicure per le forze dei nemici»

"Teniamo sotto sorveglianza i codardi funzionari e comandanti nemici: i funzionari e le autorità iraniane vivono con il popolo, tra il popolo e per il popolo e non sono come quelli israeliani e americani, che si nascondono in scantinati e rifugi. D'ora in poi, i centri turistici e ricreativi di tutto il mondo non saranno più sicuri per i nemici". Lo ha detto il generale Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, secondo quanto riporta un post su X dell'agenzia Isna in farsi. 

Ore 14.15 – La missione Nato si ritira temporaneamente dall'Iraq

La missione Nato in Iraq si è temporaneamente ritirata dal Paese, hanno riferito all'Afp due funzionari della sicurezza irachena, citando l'impatto della guerra in Medio Oriente. "Non ci sono disaccordi" con il governo iracheno, ha dichiarato un funzionario in condizione di anonimato. "Si tratta di un ritiro temporaneo. Sono preoccupati per la situazione", ha aggiunto. "Possiamo confermare che stiamo rimodellando il nostro dispiegamento nell'ambito della missione Nato in Iraq. La sicurezza del nostro personale è di primaria importanza", ha fatto sapere il portavoce dell'Alleanza Alisson Hart, senza dare ulteriori dettagli. 

Ore 13:50 – 1.100 navi internazionali bloccate nel Golfo, due italiane

Sono circa 1.100 le navi internazionali di paesi non coinvolti nel conflitto attualmente bloccate nell'area del Golfo Persico ma soltanto due risultano riconducibili ad armatori italiani, una appartenente alla flotta Grimaldi e un'altra a un armatore napoletano.

Ore 12:40 – «Diffondevano false notizie sulla guerra»: oltre 100 arresti ad Abu Dhabi

La polizia dell'emirato di Abu Dhabi ha annunciato l'arresto di oltre 100 persone per aver filmato e diffuso "informazioni fuorvianti" sulla guerra, mentre gli stati del Golfo intensificano il controllo sulle pubblicazioni relative agli attacchi iraniani. Gli arresti riguardano «109 individui di varie nazionalità che hanno filmato luoghi e incidenti e diffuso informazioni fuorvianti sui social media durante gli eventi in corso», secondo una dichiarazione pubblicata su X. 

Ore 11:50 – Teheran: «Almeno 16 navi in fiamme dopo attacchi Usa-Israele»

Almeno 16 navi mercantili hanno preso fuoco nel porto iraniano di Bandar Lengeh, nel Golfo Persico meridionale, dopo essere state colpite durante gli attacchi statunitensi e israeliani di oggi. Lo ha dichiarato il governatore del porto Foad Moradzadeh. 

Ore 9:46 – Erdogan: «Dio possa distruggere Israele»

«Possa Egli, 'il dominatore' (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele». così il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, utilizzando uno dei nomi usati nell'Islam per descrivere Dio: Kahrar, traducibile come "il dominatore" o "colui che sottomette". Come riferisce Anadolu, il leader turco si è espresso in questi termini parlando dopo la preghiera del venerdì in una moschea di Rize, località sul Mar Nero di cui la sua famiglia è originaria. «Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti», ha aggiunto Erdogan nel suo discorso

Ore 9.20 – Pasdaran: «Il nostro portavoce ucciso dagli attacchi Usa-Israele»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che gli attacchi statunitensi e israeliani hanno ucciso il loro portavoce Ali Mohammad Naini. Naini "è stato martirizzato nel vile e criminale attacco terroristico condotto dalla parte americano-sionista all'alba", hanno affermato le Guardie in una dichiarazione sul loro sito web Sepah News. 

Ore 9.14 – Khamenei, bisogna creare insicurezza per i nemici

«Il Ministero dell'Intelligence deve proseguire sulla sua strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i cittadini iraniani». Lo si legge in un messaggio attribuito alla Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, l'Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, in cui ha espresso le sue condoglianze al presidente Masoud Pezeshkian «per il martirio del ministro dell'Intelligence Esmaeil Khatib». Nel messaggio pubblicato su Mehr News, l'agenzia di stampa iraniana semi-ufficiale di proprietà statale, Khatib viene descritto come «un veterano di guerra instancabile» che «ha profuso grandi sforzi per la causa della Rivoluzione Islamica».

Ore 9.10 – Erdogan: «Israele ha ucciso migliaia di persone, ne pagherà il prezzo»

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accusato Israele di avere ucciso migliaia di persone, aggiungendo che lo Stato ebraico ne pagherà il prezzo. "Questo Israele sionista ha ucciso centinaia e migliaia di persone", ha detto il leader turco, ieri sera, durante una cerimonia per la conclusione del Ramadan, dopo la preghiera in una moschea di Rize, sulla costa del Mar Nero. "Non ho dubbi che ne pagherà il prezzo", ha aggiunto Erdogan, come riferisce Anadolu, sottolineando che "il Medio Oriente è incandescente in questo momento". 

Ore 9 – Tajani: «Si deve arrivare a un accordo Iran-Usa su Hormuz»

"Noi dobbiamo dire all'Iran di non attaccare più Paesi come quelli del Golfo, che sono nostri amici, nostri alleati, che non hanno nulla a che vedere con gli attacchi che ci sono stati da parte israeliana e da parte americana. Tutte e due le parti devono comprendere che bisogna fare un passo in avanti". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Mattino5. L'Iran, ha aggiunto, "deve chiudere la stagione del nucleare, cioè la bomba atomica non può essere più parte del progetto, e deve smettere di attaccare Paesi che non hanno nulla a che vedere con la guerra, compresa la Turchia che è un paese Nato, compresa Cipro che è un paese dell'Unione Europea. Il tentativo di creare il caos nell'area è inaccettabile da parte di un regime autoritario. Ieri sono stati arrestati nel Golfo alcuni terroristi di una cellula iraniana, quindi questo va detto. E gli americani credo che poi debbano comprendere che a un certo punto si deve costringere l'Iran ad arrivare a un accordo e trovare una soluzione per Hormuz".

Ore 8.45 – Idf, raid in Siria

"In risposta agli eventi di ieri in cui sono stati attaccati civili drusi, l'Idf ha colpito un centro di comando e armi in complessi militari appartenenti al regime siriano nella Siria meridionale". Lo scrive su X l'Idf. "Le Forze di Difesa Israeliane non tollereranno alcun danno nei confronti della popolazione drusa in Siria e continueranno a operare per difenderla - aggiunge il post - Le Forze di Difesa Israeliane continuano a monitorare gli sviluppi nel sud della Siria e agiranno in conformità con le direttive provenienti dalle autorità politiche". 

Ore 8,20 - Sri Lanka: «Abbiamo respinto la richiesta Usa di schierare 2 jet sull'isola»

Il presidente dello Sri Lanka, Anura Kumara Dissanayake, ha dichiarato che a inizio marzo il suo Paese ha negato agli Stati Uniti il permesso di stazionare due dei loro aerei da guerra in un aeroporto nel sud dell'isola. "Volevano portare due aerei da guerra armati con otto missili antinave da una base di Gibuti all'aeroporto internazionale di Mattala dal 4 all'8 marzo e noi abbiamo detto di no", ha affermato Dissanayake.

Ore 8.05 – Nella notte forti esplosioni in più città dell'Iran

Nella notte sono state segnalate forti esplosioni in diverse città iraniane. Lo scrive Iran International. Secondo le prime informazioni, le esplosioni si sono verificate a Bandar Lengeh e Isfahan, mentre a Yazd le autorità hanno riferito che due siti militari alla periferia della città sono stati presi di mira nelle prime ore del mattino. Esplosioni sono state udite anche nelle contee di Bardsir e Baft, nella provincia di Kerman, e ad Arak. 

Ore 8 – Pasdaran: «Non abbiamo carenze nelle scorte di missili»

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato che la produzione di missili continua nonostante il conflitto in corso, aggiungendo che non vi sono carenze nelle scorte. Lo scrive Iran International. "La nostra industria missilistica ha meritato il massimo dei voti nel 2025 e non c'è motivo di preoccuparsi a questo proposito", ha dichiarato il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Ali Mohammad Naini, aggiungendo che la produzione prosegue in condizioni di guerra e avvertendo di "sorprese" e operazioni più complesse in futuro. 

Ore 7.20 - Libano, all'alba raid aerei di Israele nel sud, molti feriti

Israele ha effettuato attacchi aerei contro città del Libano meridionale, causando numerosi feriti, secondo quanto riportato venerdì dai media statali. "Aerei da combattimento nemici israeliani hanno colpito all'alba, prendendo di mira le città di Bafliyeh e Hanine nei distretti di Tiro e Bint Jbeil", ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Nna, aggiungendo che le forze israeliane hanno colpito altre cinque città nel sud del Paese. 

Ore 7 – Kuwait, incendio in una raffineria dopo attacchi di droni

Un incendio è scoppiato oggi in una raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait a seguito di attacchi di droni, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ufficiale del Paese. "La raffineria di Mina Al-Ahmadi, di proprietà della Kuwait National Petroleum Company (Knpc), è stata presa di mira questa mattina presto da diversi attacchi ostili di droni che hanno provocato incendi in alcune delle sue unità", portando alla chiusura di diverse di esse, secondo la Knpc, dopo un attacco avvenuto il giorno precedente allo stesso impianto che aveva già causato un incendio.

(Unioneonline)

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