Linea dura di Berlino sui migranti, ma il Viminale frena: «Nessuno da riprendere»
La Germania: «Applichiamo il nuovo Patto». Affondo Ue: «A metà luglio Italia inadempiente»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Il nuovo Patto sulla migrazione e l'asilo va attuato, i rientri dei 'dublinanti' devono essere operativi». Dopo l'Italia e la Spagna, ecco la Germania. La crisi di Ceuta sembra aver riaperto il vaso di Pandora su un dossier, l'immigrazione, che per qualche mese in Europa era apparso restare «in sonno». Gli effetti, ora, sono imprevedibili.
E per l'Italia la partita si complica nettamente, con il rischio di un'increspatura perfino nell'asse tra Giorgia Meloni e Friedrich Merz, tra i più saldi in Europa. Già, perché nel nuovo Patto sulla migrazione entrato in vigore lo scorso 12 giugno non si parla solo di frontiere esterne e hub nei Paesi terzi. Viene disciplinata, in maniera più rigorosa, la questione dei movimenti secondari, tradizionale punto d'attrito tra l'Italia e i Paesi di secondo approdo, come Germania, Austria e Francia.
«Non c'è nessun dublinante da riprendere da Berlino», hanno chiuso ieri in serata fonti del Viminale. «Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo del Sistema europeo comune di asilo», e Berlino «si aspetta che, a partire da tale data, vengano nuovamente effettuati i trasferimenti verso l'Italia e la Grecia», ha spiegato un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, confermando l'anticipazione di Repubblica.
Secondo la Germania la 'sanatoria' sui movimenti secondari frutto dell'accordo bilaterale dell'autunno del 2025 è venuta a cadere con la messa a terra, a giugno scorso, del nuovo Patto sulla migrazione. L'Italia, invece, «considera azzerati tutti i presunti 'dublinanti' arrivati in Europa prima del 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del nuovo Patto sulle migrazioni. Inoltre, è ancora prematuro immaginare che ci siano delle persone che, arrivate in Italia dopo tale data, siano attualmente in altri Paesi» poiché «è passato ancora poco tempo per poterlo accertare», è la tesi fatta trapelare dal Viminale che sottolinea anche un altro punto: per quelli arrivati dopo il 12 giugno dovrà scattare una compensazione con i migranti portati in Italia dalle ong, molte delle quali proprio tedesche.
Di certo c'è che in una valutazione dello scorso 15 luglio la Commissione constatava che Roma, dall'entrata in vigore del Patto sulla migrazione il 12 giugno, non aveva ancora attuato le norme sul rientro dei 'dublinanti', ovvero dei migranti che, una volta sbarcati in Italia, si erano mossi verso un altro Paese membro Ue. "Durante le prime settimane di applicazione del regolamento Ue sulla gestione dell'asilo e della migrazione (Ammr), ovvero tra il 12 giugno e il 7 luglio, 8 Stati membri hanno comunicato alla Commissione informazioni relative alla presentazione di richieste di presa in custodia di migranti: sono stati richiesti 12 trasferimenti all'Italia ma questa li ha respinti", spiegava la Commissione nel documento.
La partita a scacchi sulla migrazione, insomma, per la premier rischia di complicarsi. «Meloni rompe la solidarietà europea per inseguire la propaganda di Vannacci. Conseguenza: anche gli spagnoli chiudono Schengen e i tedeschi ci rimandano indietro migranti che avevano già lasciato l'Italia. Perché farci male da soli?», è stato l'attacco di Matteo Renzi. «La decisione di Meloni disgrega l'Ue e fa male all'Italia», ha rincarato la dose Riccardo Magi di + Europa.
(Unioneonline)
