La mossa di Teheran: «Riapriamo Hormuz in cambio della revoca del blocco Usa e della fine della guerra»
Trump scettico sulla proposta consegnata dall’Iran ai mediatori pachistani, che rinvierebbe a una fase successiva il negoziato sul nucleare(Ansa)
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Nella partita a scacchi in Medio Oriente, l’Iran cerca di porre fine allo stallo dei negoziati con un mossa con cui sembra voler prendere tempo e mettere nuovamente in difficoltà Washington.
Teheran ha proposto di riaprire Hormuz in cambio della revoca del blocco statunitense e della fine della guerra, rinviando a una fase successiva il negoziato sul nucleare.
La proposta iraniana, affidata ai mediatori pachistani, riaprirebbe il transito al petrolio e ai fertilizzanti facendo rifiatare i mercati internazionali. Ma priverebbe Donald Trump di una leva importante nei futuri colloqui per la rimozione delle scorte di uranio arricchito iraniano e la sospensione dell'arricchimento, due obiettivi di guerra primari per gli Stati Uniti.
Proposta su cui Trump e il suo team di sicurezza nazionale sono scettici, riporta il Wall Street Journal. Il presidente Usa ha discusso dell’offerta con i suoi collaboratori riuniti nella Situation Room: pur non respingendola categoricamente, avrebbe espresso perplessità, convinto che l’Iran non voglia soddisfare la sua richiesta fondamentale, porre fine all’arricchimento dell’uranio e impegnarsi a non produrre mai armi nucleari. Anche la Cnn afferma che Trump «difficilmente» accetterà.
Il segretario di Stato Marco Rubio si sbilanciato in una intervista a Fox: «Se ciò che intendono per aprire gli stretti è 'sì, gli stretti sono aperti a condizione che vi coordiniate con l'Iran, otteniate il nostro permesso o vi faremo saltare in aria e ci pagherete', questo non significa aprire gli stretti», ha detto. «Non possiamo normalizzare un sistema in cui gli iraniani decidono chi può usare una via navigabile internazionale e quanto bisogna pagare per usarla», ha aggiunto.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, intanto, durante un incontro con gli studenti nella città di Marsberg, ha duramente criticato Washington, «umiliata» da Teheran nelle trattative. «Gli iraniani sono evidentemente molto abili nel negoziare, o meglio, molto abili nel non negoziare, permettendo agli americani di recarsi a Islamabad per poi ripartire senza alcun risultato. Un'intera nazione viene umiliata dalla leadership iraniana, in particolare dalle cosiddette Guardie Rivoluzionarie. Spero quindi che tutto ciò finisca il prima possibile", ha detto, sottolineando di non comprendere quale exit strategy gli Stati Uniti stiano perseguendo nella guerra con l'Iran.
(Unioneonline/L)
