Raid sugli impianti energetici, l’Iran: «Conseguenze incontrollabili». Teheran bombarda maxi-gasdotto in Qatar
Prosegue il conflitto. Ucciso il ministro dell’intelligence della Repubblica islamica. Bombe a grappolo su Tel Aviv, l’Idf attacca Beirut. Allarme anche in Arabia SauditaProsegue la guerra in Medioriente. L’Iran ha confermato l’uccisione, da parte di Israele, di Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, e del generale Gholam Reza Soleimani, capo della forza Basij, la milizia paramilitare di volontari che fa parte della Guardia rivoluzionaria islamica. Ucciso anche il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib. E non si è fatta attendere la rappresaglia di Teheran: una bomba a grappolo ha ucciso due persone alla periferia di Tel Aviv, dove anche la stazione ferroviaria di Savidor è stata devastata da un lancio di missili.
Dal canto proprio, gli Usa hanno annunciato di aver colpito siti missilistici lungo la costa iraniana, in prossimità dello Stretto di Hormuz. E continuano gli attacchi in Libano: Israele ha colpito senza preavviso un quartiere centrale di Beirut, un attacco che secondo il ministero della Salute libanese ha ucciso 12 persone ferendone oltre 40.
Intanto, i raid di Usa-Israele e i contrattacchi dell’Iran prendono sempre più di mira le infrastrutture energetiche e gli impianti di gas, anche in Qatar e in altri Paesi del Golfo. Il regime di Teheran avverte: «Conseguenze incontrollabili per il mondo intero»
Le notizie in diretta del 18 marzo 2026
Ore 22.30 – Tre palestinesi uccisi da raid Iran in Cisgiordania
Tre palestinesi, di cui due donne, sono stati uccisi in seguito a un attacco missilistico iraniano vicino a Hebron, in Cisgiordania: lo ha riferito la Mezzaluna Rossa.
Ore 22.22 – Trump: «Basta attacchi a impianti energetici»
Donald Trump non vuole altri attacchi ai siti e agli impianti energetici iraniani. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali il presidente era stato informato in anticipo del raid di Israele contro il giacimento di gas di South Pars, il più grande al mondo.
Ore 22.20 – Colloquio telefonico Kallas-Araghchi
L'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha parlato con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi dell'impatto della guerra sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. È quanto si apprende da fonti Ue. Kallas ha sottolineato che il libero transito attraverso questa via navigabile è una priorità per l'Europa. Ha esortato l'Iran a cessare ogni attacco alle infrastrutture critiche della regione e ha sottolineato che l'Ue sostiene l'allentamento delle tensioni e una soluzione diplomatica al conflitto. La conversazione, si precisa, ha avuto luogo prima dell'esecuzione di un cittadino europeo detenuto dal regime, che Kallas condanna con la massima fermezza.
Ore 21.57 – Kuwait, arrestati 10 militanti filo-Iran
Il Kuwait ha arrestato 10 militanti affiliati al gruppo libanese Hezbollah, sostenuto dall'Iran, accusati di aver pianificato azioni "terroristiche" contro infrastrutture vitali: lo ha dichiarato il ministero dell'Interno.
Ore 21.45 – Il Qatar espelle funzionari e militari iraniani
Il ministero degli Esteri del Qatar ha ordinato agli addetti militari e di sicurezza iraniani, insieme al loro personale, di lasciare il Paese entro 24 ore, in seguito all'attacco al suo grande impianto di gas naturale.
Ore 21.36 - Missili contro l'Arabia Saudita
L'Arabia Saudita ha intercettato nelle ultime ore quattro missili balistici, con un frammento caduto nei pressi di una raffineria a sud di Riad: lo ha dichiarato il ministero della Difesa, mentre Teheran minaccia le infrastrutture del gas nel Golfo in seguito agli attacchi di
Stati Uniti e Israele contro impianti energetici iraniani.
Ore 21.10 – Cittadino svedese giustiziato, la condanna dell’Ue
«L'esecuzione di un cittadino svedese da parte del regime iraniano è un atto brutale di violenza insensata e lo condanniamo». Lo scrive in una nota l'Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, invitando l'Iran «a fermare tutte le esecuzioni e ad abolire la pena di morte».
Ore 20.45 – Attacchi israeliani contro navi Iran nel Caspio
Israele ha "compiuto attacchi contro unità navali missilistiche della Marina iraniana nel Mar Caspio": lo riferisce sul suo profilo X il giornalista Barak Ravid, citando un funzionario israeliano. "Oltre cinque navi sono state prese di mira", aggiunge il post di Ravid.
Ore 20.10 – Raid su impianti QatarEnergy
QatarEnergy ha confermato che la zona industriale di Ras Laffan è stata oggetto di attacchi missilistici iraniani che hanno causato "ingenti danni" a uno dei principali impianti di gas del Paese, tra i più grandi del mondo.
Ore 19.32 – Colpite infrastrutture energitiche dell’Iran: «Conseguenze incontrollabili»
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha condannato su X "gli attacchi all'infrastruttura energetica dell'Iran" delle ultime ore. "Tali atti aggressivi non porteranno nulla al nemico sionista‑americano e ai loro sostenitori. Questo complicherà la situazione e potrebbe avere conseguenze incontrollabili, la cui portata potrebbe travolgere il mondo intero", afferma il suo post.
Ore 19 – Vance: «La guerra non durerà in eterno»
L'aumento dei prezzi dell'energia sarà «temporaneo», perché il nostro impegno in Medio Oriente non «durerà in eterno». Lo ha dichiarato oggi il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance.
Ore 18.06 – Allerta per minaccia aerea a Riad
A Riad, la capitale dell'Arabia Saudita, si sono uditi diversi forti boati e alcuni residenti hanno ricevuto per la prima volta avvisi sui cellulari che li mettevano in guardia da una minaccia aerea ostile. Lo riporta Times of Israel citando Reuters.
Ore 17.40 – Khamenei: «Gli anti-islamisti pagheranno»
«L'assassinio di Ali Larijani dimostra la sua importanza e l'odio che i nemici dell'Islam nutrono nei suoi confronti. Gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell'albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo. E naturalmente, ogni sangue ha un prezzo che i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare». Lo ha dichiarato la Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei in un messaggio di condoglianze per l'uccisione di Ali Larijani, secondo quanto riportato da Tasnim.
Ore 17.30 – Parolin: «Trump si fermi al più presto»
«Se ci fosse qui Donald Trump gli direi di finirla al più presto, perché il pericolo dell'escalation è alle porte. Direi di lasciare stare il Libano, e questo messaggio va rivolto anche agli israeliani» perché «bisogna cercare di risolvere i problemi che ritengono esserci attraverso le vie pacifiche della diplomazia e del dialogo». Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine della presentazione di un libro su Leone XIV alla Camera.
Ore 17:15 – Gabbard contraddice Trump su Iran per iscritto ma poi aggiusta il tiro
Tulsi Gabbard ha smentito la tesi ufficiale della Casa Bianca sulla guerra in Iran in una dichiarazione scritta presentata alla commissione intelligence del Senato ma poi nella sua testimonianza ha aggiustato il tiro. "Prima dell'operazione Epic Fury, l'Iran stava cercando di riprendersi dagli attacchi di giugno e continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell'Aiea", ha dichiarato.
Ore 17 – Libano, sale a 968 bilancio delle vittime dai raid israeliani
I raid aerei israeliani sul Libano hanno ucciso 968 persone, tra cui 116 bambini, dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo filo-iraniano, il 2 marzo, ha annunciato mercoledì il Ministero della Salute. Il precedente bilancio ufficiale delle vittime era di 912. Tra i morti ci sono anche 77 donne e 40 operatori sanitari, secondo il ministero, che ha anche segnalato 2.432 feriti.
Ore 16:50 – Circa 20mila marittimi rimangono bloccati nel Golfo
«Circa 20.000 marittimi rimangono bloccati nel Golfo Persico, a bordo di navi, in condizioni di rischio elevato e con un notevole stress psicologico». Lo dichiara il Segretario Generale dell'Organizzazione Marittima Internazionale, Arsenio Dominguez. «Questa situazione è inaccettabile e insostenibile. Tutte le parti e gli stakeholder hanno l'obbligo di adottare le misure necessarie per garantire la tutela dei marittimi, compresi i loro diritti e il loro benessere, nonché la libertà di navigazione, in conformità con il diritto internazionale», aggiunge.
Ore 16 – «Teheran potrebbe sviluppare missile intercontinentale prima del 2035»
La direttrice dell'intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, ha dichiarato ai legislatori che la comunità dell'intelligence statunitense ha valutato che l'Iran "ha già dimostrato di possedere tecnologie di lancio spaziale e altre tecnologie che potrebbero consentirgli di iniziare a sviluppare un missile balistico intercontinentale militarmente efficace entro il 2035, qualora Teheran tentasse di perseguire tale capacità". "Tuttavia, queste valutazioni saranno ovviamente aggiornate man mano che verrà determinato il pieno impatto dei devastanti attacchi dell'Operazione Epic Fury sugli impianti di produzione missilistica, le scorte e le capacità di lancio dell'Iran", ha aggiunto Gabbard durante un'audizione della Commissione Intelligence del Senato.
Ore 15:40 - Trump sospende per 60 giorni il Jones Act contro il caro petrolio
L'amministrazione Trump ha annunciato una sospensione di 60 giorni di una legge marittima che limita il trasporto di petrolio all'interno degli Stati Uniti, nel tentativo di arginare l'aumento dei prezzi causato dalla guerra contro l'Iran. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, su X. Il Jones Act del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. È stata un pilastro della politica marittima americana per oltre un secolo.
Ore 13.30 – Stoccolma: «L'Iran ha giustiziato un cittadino svedese»
La Svezia ha reso noto che l'Iran ha giustiziato un cittadino svedese, che era stato arrestato dalle autorità di Teheran nel giugno 2025. «È con sgomento che ho appreso della notizia dell'esecuzione di un cittadino svedese avvenuta oggi in Iran», ha dichiarato la ministra degli Esteri Malmer Stenergard in un comunicato citato dall'agenzia Tt.
Ore 12.15 – Idf: «Stiamo per bombardare i ponti sul fiume Litani»
Il portavoce militare in lingua araba dell'Idf ha invitato i civili libanesi ad evacuare poichè che a breve saranno bombardati i ponti sul fiume Litani, nel sud del Paese. "A causa delle attività di Hezbollah e del movimento di terroristi nel Libano meridionale che si celano tra la popolazione civile, l'Idf è costretto a condurre attacchi mirati e su vasta scala contro le attività terroristiche per impedire il trasferimento di rinforzi e attrezzature da combattimento, le Forze di Difesa Israeliane intendono attaccare i valichi sul fiume Litani" nel pomeriggio.
Ore 11.50 – Katz: «Ora sorprese, intensifichiamo la guerra contro Iran e Hezbollah»
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato ufficialmente l'uccisione del ministro dell'Intelligence iraniano Ismail Khatib, avvenuta questa notte. "Nel corso della giornata sono previste importanti sorprese su tutti i fronti, che intensificheranno la guerra che stiamo conducendo contro l'Iran e Hezbollah", ha aggiunto in una dichiarazione dal quartiere generale della Difesa a Tel Aviv. "L'intensità degli attacchi in Iran sta aumentando: siamo nel mezzo della fase decisiva. La politica di Israele è chiara e inequivocabile: nessuno in Iran gode di immunità e tutti sono nel mirino".
Ore 11.30 – Tel Aviv conferma l’uccisione del ministro dell’intelligence iraniano
Il ministro della Difesa israeliano afferma che il ministro dell'intelligence iraniano Ismail Khatib è stato ucciso.
Ore 11.15 – Araghchi: «Il sistema in Iran è solido, non dipende da un singolo individuo»
"Non capisco perché gli americani e gli israeliani non abbiano ancora compreso questo punto: la Repubblica islamica dell'Iran ha una solida struttura politica con istituzioni politiche, economiche e sociali consolidate" che non si basa "su un singolo individuo". Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista ad Al Jazeera dopo la morte del segretario del Consiglio supremo della sicurezza iraniano, Ali Larijani. "Certo, gli individui hanno influenza e ognuno svolge il proprio ruolo - alcuni meglio, altri peggio, altri ancora meno – ma ciò che conta è che il sistema politico in Iran sia una struttura molto solida", ha insistito sottolineando come, anche dopo la morte dell'ayatollah Ali Khamenei, ucciso il primo giorno di raid israelo-americani il 28 febbraio, "il sistema sia rimasto in piedi". "Se qualcun altro dovesse morire da martire, sarebbe la stessa cosa. Se il ministro degli Esteri dovesse mai morire da martire, alla fine ci sarebbe qualcun altro pronto a ricoprire l'incarico", ha concluso riferendosi a se stesso.
Ore 10.40 – Turchia schiera un nuovo sistema Patriot nel sud
La Turchia ha annunciato che nuovi missili Patriot verranno schierati nella base militare di Incirlik nel sud est del Paese in provincia di Adana, dopo che la scorsa settimana il sistema difensivo della Nato aveva intercettato un terzo missile dall'Iran diretto verso lo spazio aereo turco. "Oltre alle misure nazionali adottate per garantire la sicurezza del nostro spazio aereo e dei nostri cittadini, un ulteriore sistema Patriot, assegnato dal Comando Aereo Alleato di Ramstein/Germania, è in corso di dispiegamento ad Adana, in aggiunta al sistema Patriot spagnolo già presente nella base", ha annunciato il ministero della Difesa, riferisce Trt.
Ore 10.25 – Oggi a Teheran i funerali di Larijani e Soleimani
Si terranno oggi a Teheran i funerali del segretario del consiglio supremo di sicurezza iraniano Ali Larijani e di Gholamreza Soleimani, capo delle forze paramilitari Basij. Lo riporta la Bbc citando l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. La cerimonia, che inizierà alle 13:30 ora locale (le 11 in Italia) in Piazza Enghelab a Teheran, si terrà anche in memoria degli 84 marinai uccisi nell'affondamento della nave da guerra iraniana Iris Dena, avvenuto il 4 marzo con un siluro lanciato dagli Stati Uniti.
Ore 10.20 – Account Larijani posta foto anello sciita al dito del leader ucciso tra le macerie
L'account Telegram di Ali Larijani, il leader della repubblica islamica ucciso ieri notte in un attacco israeliano, ha pubblicato un'immagine del caratteristico anello sciita sulla mano tra le macerie nella scena dell'eliminazione. L'immagine ricorda quella diffusa in Iran dopo che gli Stati Uniti eliminarono nel 2020 Qassem Soleimani, comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione, che era tra le figure più potenti del regime. Sull'account Telegram di Larijani è stata pubblicata un'immagine della sua mano prima e dopo l'uccisione.
Ore 10.15 – Crosetto: «A Hormuz serve una missione Onu»
"L'Italia non partecipa a questa guerra, nessuna nazione europea partecipa a questa guerra, non è una guerra nostra. Abbiamo tutto l'interesse, tutto il mondo ha l'interesse che Hormuz non sia coinvolta all'interno di questa guerra, perché da quello Stretto passa oltre il 20% del gas e del petrolio che ogni giorno riforniscono tutto il resto del mondo, tutte le attività commerciali, la vita in tutto il resto del mondo. Serve un accordo internazionale perché questo avvenga. Noi come Italia saremmo molto lieti se ci fosse una missione che mette insieme tutto il mondo per garantire il passaggio dell'energia a Hormuz. Non è invece una cosa fattibile quella di mandare delle navi che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano alla guerra e non ad un corridoio di pace. Il modo per crearlo è quello di partire magari da un'organizzazione al di sopra delle parti come le Nazioni Unite". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui "la partecipazione a una missione sotto l'egida Onu, la cui decisione spetta al Parlamento, vorrebbe dire agire in una cornice di totale sicurezza".
Ore 10 – Libano, 12 i morti nei raid israeliani nel centro di Beirut
E' salito a 12 morti e 41 feriti il bilancio dei raid israeliani su quartieri densamente popolati nel centro di Beirut. Lo rende noto il ministero della Sanità libanese.
Ore 9.50 – Tajani: «Noi leali con gli Usa ma non siamo in guerra»
"Noi siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, con qualsiasi presidente, ma questa guerra non coinvolge un'area di interesse della Nato o di competenza della Nato". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani ospite di Agorà su Rai3. "Noi - ha aggiunto Tajani - non siamo in guerra, nessuno ci ha chiesto di entrare in guerra. Gli americani con gli israeliani hanno attaccato senza dire nulla, noi abbiamo condannato la reazione dell'Iran perché l'Iran sta attaccando paesi che non hanno nulla a che vedere con l'attacco americano e israeliano, penso agli Emirati, la Turchia, Cipro".
Ore 9.25 – Iran, media: Ministro Intelligence Khatib ucciso in un attacco
Israele ha ucciso nella notte durante un attacco il ministro dell'Intelligence iraniano Esmaeil Khatib. Lo scrive Ynet. Il ministro, comandante della milizia Imam Hussein, è stato colpito a Beirut, in Libano.
Ore 9.20 – Idf ordina evacuazione a sud del fiume Zahrani nel Libano meridionale
L'esercito israeliano ha ordinato l'evacuazione dell'intera area a sud del fiume Zahrani nel sud del Libano. "Le attività terroristiche di Hezbollah stanno costringendo l'Idf ad agire con forza in quella zona, e non ha intenzione di farti del male", avverte il portavoce militare su X, insistendo che "chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita".
Ore 8.45 – Quattro forti esplosioni avvertite a Erbil
Almeno quattro forti esplosioni sono state udite a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan, nel nord dell'Iraq, secondo quanto riportato dai giornalisti dell'Afp. Gruppi armati filo-iraniani hanno condotto una serie di attacchi con droni contro personale militare e interessi statunitensi negli ultimi giorni. Mentre la difesa aerea intercettava i proiettili sopra Erbil, i giornalisti dell'Afp hanno visto una colonna di fumo levarsi dalla periferia della città, dove si trovano un consolato statunitense e truppe della coalizione internazionale anti-jihadista a guida statunitense di stanza all'aeroporto.
Ore 8 – Aiea: Colpita centrale nucleare di Bushehr, nessun danno
L'Aiea è stata informata dall'Iran che martedì sera un attacco ha colpito i locali della centrale nucleare di Bushehr, in Iran. "Non sono stati segnalati danni all'impianto né feriti tra il personale. Il direttore generale Rafael Grossi ribadisce l'appello alla massima moderazione durante il conflitto per scongiurare il rischio di un incidente nucleare", scrive l'Aiea su X.
(Unioneonline)
