C’è un fattore che potrebbe complicare e non poco le trattative tra Stati Uniti e Iran. E riguarda il solito Stretto di Hormuz, quello snodo cruciale da cui passa il 20% del petrolio mondiale, una quota significativa di gas naturale liquefatto e fertilizzanti.

L'Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine piazzate nel canale e non ha la capacità di rimuoverle.

Lo scrive il New York Times, citando funzionari Usa e sottolineando che questo è il principale motivo per cui Teheran non è riuscita a conformarsi immediatamente alle richieste di Trump di consentire un maggior transito di navi. Si tratta inoltre di un fattore che potrebbe complicare i negoziati.

L'Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l'Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l'Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari. 

(Unioneonline)

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