Francia sotto shock per Lyhanna, uccisa a 11 anni da un pedofilo già noto dal 2017
L’uomo è il padre di un’amica della ragazzina: a suo carico aveva cinque fra inchieste e segnalazioni per stupri su minoriNel riquadro, la piccola Lyhanna (Ansa)
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La Francia è sotto choc per la morte della piccola Lyhanna, bambina di 11 anni uccisa da un pedofilo recidivo sul quale pendevano numerose denunce, noto alla polizia e alla procura.
La piccola, scomparsa da venerdì 29 maggio a Fleurance, sud-ovest della Francia, è stata trovata senza vita giovedì sera.
Occhi e capelli marroni, lunghi, la ragazzina era stata vista viva l’ultima volta davanti alla scuola media che frequentava nel suo paese, borgo di 6mila abitanti a 80 km da Tolosa. Il suo corpo è stato trovato sul terreno di una fattoria vicino al villaggio di Puycasquier, a una quindicina di km di distanza da Fleurance.
L’uomo arrestato, già prima che fosse trovato il corpo, si chiama Jerome Barella, ha 41 anni ed è padre di due bambini. Conosceva Lyhanna perché era amica di sua figlia. Aveva lavorato proprio nella fattoria in cui è stato trovato il corpo.
Successivamente, a grappolo, sono arrivati i particolari dei suoi precedenti, il suo profilo di predatore sessuale, le denunce a suo carico per stupro su minori. Che hanno suscitato lo sdegno dell’opinione pubblica e uno scontro istituzionale tra politica e procura. Macron ha definito «inaccettabili» le inadempienze sul caso della procura, che al momento respinge ogni addebito e ogni ipotesi di sanzione per i magistrati che non avrebbero fatto il loro dovere.
La procuratrice della Repubblica di Auch, sotto la cui autorità si sono svolte le prime indagini, Clémence Meyer, ha spiegato che le denunce a carico di Barella risalgono agli anni dal 2022 al 2025: la prima è stata archiviata, un'altra è ancora in corso. Ma la stessa procuratrice, secondo fonti di BFM, non avrebbe citato una terza denuncia a carico di Barella, sempre per stupro, della quale sarebbe stata pure messa al corrente. E ancora, secondo quanto riportato da altri media francesi, le prime segnalazioni sull’uomo risalgono al 2017. Sarebbero cinque le segnalazioni e inchieste per violenze sessuali su minori, eppure non è mai stato arrestato e processato prima d’ora.
La famiglia di Lyhanna ha espresso «sgomento» per l'ipotesi che l’uomo avrebbe dovuto essere in carcere o sotto sorveglianza per fatti che potrebbero essere stati sottovalutati. Un caso di malagiustizia per il presidente Emmanuel Macron, un «malfunzionamento inaccettabile», ha detto, aggiungendo di non voler sentire «nessun argomento relativo ai mezzi a disposizione» degli inquirenti, invitando gli organi predisposti ad appurare eventuali responsabilità ad «agire molto rapidamente».
Il primo ministro, Sébastien Lecornu, che si è detto «scioccato», ha rinunciato ad un viaggio previsto dal suo programma istituzionale ed ha trascorso due ore in riunione con i ministri dell'Interno, Laurent Nuñez, e della Giustizia, Gérald Darmanin e ha ordinato un'inchiesta con risultati da consegnare entro 15 giorni.
Ha parlato anche Eric Mouzin, padre della piccola Estelle, vittima anni fa del serial killer e stupratore Michel Fourniret, una vicenda che ha segnato l'opinione pubblica francese: «È surreale - ha detto parlando dei ministri di Interno e Giustizia - che sembrino scoprire ora le disfunzioni all'interno del loro ministero».
Il ministro della Giustizia, «furioso» per quello che ha definito un «enorme fallimento», ha chiesto scusa: «Il sistema giudiziario non è riuscito a proteggere Lyhanna, a nome del sistema giudiziario, in qualità di ministro, chiedo scusa alla famiglia della vittima e al popolo francese, giustamente scioccato e terrorizzato da tali mancanze. Trarrò tutte le conclusioni necessarie, abbiamo fallito nel dare seguito alle denunce».
(Unioneonline)
