Tornano in Italia con volo di Stato le salme di cinque dei sei giovani italiani morti nella strage di Crans-Montana.

All’aeroporto di Linate ad accogliere i feretri degli adolescenti rimasti uccisi nell’incendio divampato nel locale “Le Constellation” la notte di Capodanno il presidente del Senato Ignazio La Russa, il sottosegretario Alberto Barachini e il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, con i presidenti delle Regioni Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna, Attilio Fontana, Marco Bucci e Michele de Pascale, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Con le vittime milanesi, i due amici Achille Barosi e Chiara Costanzo, anche le salme del bolognese Giovanni Tamburi e del genovese Emanuele Galeppini, che sono state poi trasportate nelle loro città d’origine.

A Ciampino invece il feretro del romano Riccardo Minghetti, accolto dal ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, e dal ministro dello Sport Andrea Abodi. 

Alla partenza dei feretri dalla Svizzera, l'ambasciatore d'Italia Gian Lorenzo Cornado è tornato a parlare della tragedia, spiegando di aver saputo dalle autorità elvetiche che il soffitto del locale «era infiammabile, non era ignifugo». «Quello che so è che se c'era un'uscita di sicurezza era mal segnalata, e in mezzo a quel disastro non l'hanno neanche vista i ragazzi», ha aggiunto Cornado parlando con i cronisti.

Parlando di Jacques e Jessica Moretti, i gestori del locale – dove sono morte 40 persone e 120 sono rimaste ferite –  l’ambasciatore ha invece affermato: «In Italia sarebbero stati arrestati».

(Unioneonline)

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