«Mi sono trovato di fronte a una situazione catastrofica, ma ci siamo inseriti in un sistema di soccorso ben oliato, in cui abbiamo potuto operare con ordine e tranquillità, gestendo un flusso continuo di feriti, ustionati e con traumi da schiacciamento». È il drammatico racconto di Jacopo Pernechele, medico valdostano intervenuto stamane a Crans-Montana con l'elicottero della Protezione civile della Valle D'Aosta dopo la tragica esplosione nella notte nel locale “Le Constellation” che ha causato 40 morti e un centinaio di feriti.

Nel frattempo, secondo il racconto di due giovani francesi alla tv all-news Bfm, quando le fiamme sono divampate nel locale tutti i presenti hanno iniziato a fuggire «urlando e correndo» ma «la porta d'uscita era piuttosto piccola considerando il numero di persone presenti – hanno precisato – Qualcuno ha rotto una finestra per far uscire la gente».

Le giovani hanno confermato che i vigili del fuoco e la polizia sono arrivati «nel giro di pochi minuti». «Avevamo le fiamme a un metro da noi; se non fossimo scappate, saremmo sicuramente rimaste ferite», ha aggiunto una delle due. 

(Unioneonline)

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