«Qui è un vero incubo» lo dichiara da una Dubai presa d’assalto dagli attacchi missilistici iraniani, Adalberto Arangino (59) ristoratore di Belvì da oltre trent’anni emigrato in Germania.

Per Arangino, in vacanza con la moglie e un gruppo di amici nel Paese del Golfo, quelli che dovevano essere giorni di relax si sono trasformati in ore di angoscia.

«Mentre passeggiavamo per le vie di Dubai - racconta Arangino - siamo stati sorpresi dalla presenza di droni in cielo, che sganciavano degli ordigni nei palazzi vicini al Fairmont Hotel».

Arangino riesce ad immortale con dei video le immagini dell’attacco, prima di lasciare l’alloggio nel resort in cui alloggiava a Jumeirah: «Le fiamme si sono levate altissime e fin da subito ho capito l’entità del danno e cosa stava succedendo a due passi da noi. La gente scappava disperata, mentre i droni venivano neutralizzati dal sistema di difesa aerea degli emirati e i suoni delle sirene delle ambulanze si mescolavano nel traffico per soccorrere i feriti».

Da qui la scelta di raggiungere l’aeroporto e salire sul primo aereo verso la Germania: «Una volta arrivati nello scalo abbiamo constatato che tutti i voli erano stati cancellati - continua Arangino - col timore di nuovi attacchi, non abbiamo avuto altra scelta che recarci in un albergo in centro dove c’erano gli ultimi posti letto».

Ma le problematiche sarebbero più ampie del previsto: «Abbiamo più volte contattato l’ambasciata italiana senza tuttavia ricevere alcuna assistenza o rassicurazione su ciò che  sta accadendo. Chiediamo alla Farnesina e al ministro Tajani - dice Arangino - di potersi fare carico di noi italiani con dei voli di rimpatrio immediati».

© Riproduzione riservata