«Ho vissuto ogni giorno con il fiato sospeso, cercando di restare forte anche quando la forza sembrava non esserci più. Questi mesi sono stati una prova durissima, qualcosa che segna profondamente una madre». Parla così al Corriere della Sera Elisabetta Ligabò, la madre di Alberto Stasi, il 41enne uscito dal carcere sabato scorso per l'affidamento in prova ai servizi sociali dopo la condanna a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi.

«Vedere mio figlio uscire e poterlo finalmente riabbracciare è un sollievo che non riesco a descrivere a parole - racconta Elisabetta Ligabò -. È un momento che aspettavo con tutto il cuore. Spero che da qui possa iniziare per lui un percorso nuovo, più sereno, più giusto, più umano. Ringrazio sinceramente tutte le persone che ci hanno sostenuto in silenzio, con rispetto e affetto». Intanto, in attesa degli sviluppi giudiziari, la madre di Stasi chiede «soltanto di poter proteggere questo momento fragile per la nostra famiglia e di permetterci di ritrovare un po' di pace».

Stasi ha già detto che non tornerà a Garlasco, almeno non a vivere. E dovrà attenersi a prescrizioni particolari: dal dimorare in Lombardia al non trascorrere fuori casa la notte. Se autorizzato, potrà invece spostarsi per una vacanza, ma non all’estero.

Quale sarà il suo destino giudiziario, se mai ce ne sarà uno diverso dalla condanna a 16 anni per omicidio, è ancora presto per saperlo. Ma l’apertura della nuova inchiesta di Pavia e le notizie trapelate su social e tv hanno contribuito a dare una narrazione diversa da quella del freddo assassino.

Ora Stasi prova riprendere in mano la sua vita, in un lungo percorso di reinserimento dopo gli 11 anni trascorsi a Bollate. 

(Unioneonline)

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