Spara al figlio perché gay: uccisa anche la moglie perché lo difendeva
Piero Moriconi, 63 anni, rinchiuso nel carcere di Lucca. I primi accertamenti confermano: l’omosessualità del giovane sarebbe stata la causa dei dissidi in famigliaUn frame del video postato dal giovane ucciso sui social
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Ha trascorso la notte nel carcere di Lucca, Piero Moriconi, 63 anni, il muratore che ieri pomeriggio ha ucciso sparando con il fucile da caccia la moglie Kety Andreoni, 51 anni, ed il figlio Mirko Moriconi, 24 anni.
L'omicida ieri sera è stato sottoposto a fermo di pg per il duplice omicidio dei familiari. I carabinieri lo hanno sentito, poi lo hanno trasferito dalla caserma di Camaiore al penitenziario. Gli accertamenti sono coordinati dal pm Elena Leone.
Nel corso delle ore si sono confermati problemi nel contesto familiare in corso da diverso tempo, a partire dal fatto che Piero Moriconi non accettava l'omosessualità del figlio. «Mio padre mi preferisce morto piuttosto che gay», aveva denunciato il giovane in un video sui social.
Il giovane lavorava come cameriere e amava fare il cantante amatoriale. La mamma, in qualche modo, si era schierata dalla parte del figlio, con le sue scelte - così viene ricostruito - ma col tempo ci sarebbero stati sempre più attriti e conflitti fra i tre. Una tensione culminata ieri pomeriggio nel duplice omicidio. Mentre aspettava di essere arrestato, l'uomo avrebbe detto ai parenti - arrivati sentendo gli spari: «Mi sono liberato».
(Unioneonline)
