Nuovo arresto per il cantante neomelodico Niko Pandetta: spaccio di droga con l’aggravante mafiosa
L’indagine della Dda di Catania ha portato all’emissione di 15 misure cautelariNiko Pandetta (Ansa)
Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il cantante neomelodico Vincenzo “Niko” Pandetta, 35 anni, nipote dello storico boss mafioso Salvatore “Turi” Cappello, risulta nell’elenco dei 15 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dalla Guardia di Finanza nell’ambito di una indagine Direzione distrettuale antimafia di Catania ribattezzata dagli inquirenti “Operazione Abisso”.
L’inchiesta riguarda un presunto «traffico di sostanze stupefacenti aggravato dall’avere favorito due clan mafiosi», i Cappello-Bonaccorsi del capoluogo etneo e quelli di Santa Panagia di Siracusa. È la prima volta che al cantate – difeso dall’avvocato cagliaritano Riccardo Floris – viene contestata l’aggravante mafiosa. Secondo l’accusa, Pandetta sarebbe stato l’intermediario in alcune operazioni legate al traffico di droga, quando già si trovava già detenuto. A pesare sarebbero delle videochiamate intercettate tra i componenti del clan Cappello-Bonaccorsi.
Nei mesi scorsi, dopo un suo primo arresto, Pandetta era stato trasferito nel carcere di Uta per una videochiamata effettuata dalla sua cella in diretta e poi mostrata nel corso del concerto “One Day”, tenutosi nella notte tra l’1 e il 2 maggio 2025 alla Plaia di Catania, con il trapper Baby Gang. «Lunedì nel corso dell’interrogatorio di garanzia in video collegamento dal carcere di Prato dimostreremo l’estraneità ai fatti del Pandetta! È il nipote di turi cappello ma non è mai stato un affiliato dell’omonimo clan se non sulla base di supposizioni investigative! Viene chiamato in causa da un pentito che non ha mai conosciuto!», ha dichiarato l’avvocato Floris.
