È chiuso ormai da alcuni giorni il sito ufficiale dei Me Contro Te, il popolare duo formato da Luigi Calagna e Sofia Scalia, seguito da milioni di bambini e preadolescenti. Al posto delle pagine del portale compare un messaggio che parla di «interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione» e si assicura che si sta lavorando per rendere nuovamente disponibile il sito «nel più breve tempo possibile».

«Gentili utenti, il sito web è temporaneamente sospeso per interventi tecnici di aggiornamento e ottimizzazione. Ci scusiamo per il disagio e stiamo lavorando per rendere nuovamente disponibile il sito nel più breve tempo possibile», si legge nella comunicazione pubblicata sul portale.

Circa dieci giorni fa Consumerismo No Profit — la lobby indipendente dei consumatori italiani — ha depositato un ricorso al Tribunale civile di Palermo, contro Me Contro Te S.r.l. (ex Pandacorno S.r.l.s.,) la società della coppia di creator digitali. L'azione inibitoria chiede ai giudici di ordinare la cessazione delle “pratiche scorrette” realizzate dalla società riconducibile a “Luì e Sofì”. «Nello specifico il sito web mecontrote.it e l'app omonima rappresentano un ambiente di intrattenimento costruito per bambini e preadolescenti: all'interno di sito e app, senza alcuna separazione dai contenuti ludici, è collocata la sezione «Negozio» con la call to action imperativa «Vai allo shop!», che rimanda a uno storefront Amazon con link di affiliazione», dice Consumerismo che lo scorso 9 giugno aveva segnalato le criticità all'Antitrust, chiedendo anche la trasmissione dei profili privacy al Garante.  Non ottenendo risposte è partito il ricorso.

Una batosta che è arrivata alla coppia di creator che appena lo scorso 5 settembre si è sposata con un matrimonio-show all’Unipol Dome di Milano e ora è in viaggio di nozze in Africa. Consumerismo ravvisa: pratica commerciale aggressiva attraverso l'esortazione diretta all'acquisto rivolta ai bambini; pratica ingannevole per omissione: nessuna informazione su chi sia il venditore effettivo, sulla natura affiliata del link, su condizioni di vendita, garanzia, recesso e assistenza; pubblicità occulta: commistione senza demarcazione tra intrattenimento e inviti commerciali. Con l'azione inibitoria Consumerismo chiede al Tribunale di Palermo di accertare le violazioni contestate ordinandone la cessazione immediata con divieto di reiterazione, e di disporre la conformazione di sito e app entro 30 giorni rimuovendo la dicitura «Vai allo shop!» dall'ambiente ludico (o segregazione dietro filtro d'età); la separazione netta tra contenuti e pubblicità; una identità societaria univoca in tutte le informative; un nuovo banner cookie con le opzioni «Accetta» e «Rifiuta» di pari evidenza; informative riscritte in linguaggio comprensibile ai bambini; sistema di verifica dell'età e consenso genitoriale. 

(Unioneonline)

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