Servono misure specifiche e mirate per sostenere le economie delle famiglie. A chiederlo al Governo, affinché vengano inserite nella legge di Bilancio, è Altroconsumo: «La coperta è corta e per questo i pochi fondi a disposizione devono essere usati per dare risposte concrete agli Italiani. La priorità deve essere trasformare la tutela del potere d’acquisto in una scelta concreta di politica economica, mettendo le famiglie al centro delle decisioni di bilancio pubblico», è la tesi.

Altroconsumo ricorda che «ci sono spese che nessuna famiglia può decidere di non fare: mangiare, mandare i figli a scuola, andare al lavoro, scaldare casa. È lì che i rincari si sentono per primi, ed è lì che oggi pesano molto: con l’inflazione al 4,2%, il livello più alto da tre anni, l’energia costa il 22% in più di un anno fa e frutta e verdura il 5,5%».

Il colpo si fa sentire due volte: sulle famiglie con meno risorse, che su queste voci spendono quasi tutto quello che hanno, e su un ceto medio che negli ultimi anni ha visto assottigliarsi il proprio margine senza mai recuperarlo.

Non è solo una questione sociale. Nel secondo trimestre la crescita del Pil  è venuta interamente dai consumi delle famiglie, ma il reddito disponibile è cresciuto meno della spesa e la propensione al risparmio si è ridotta: «Le famiglie stanno sostenendo la crescita del Paese attingendo ai propri risparmi, e non possono farlo a lungo».

Altroconsumo per questo chiede che nella Legge di Bilancio si intervenga «con decisione su questi aspetti. Proponiamo l’Iva zero nel 2027 su un paniere circoscritto di alimenti di base, unica misura che arriva subito anche a chi non ha altre imposte da detrarre, condizionata però a un monitoraggio trimestrale che verifichi l’effettivo trasferimento dello sconto ai consumatori; una detrazione del 19% per i libri di testo, oggi esclusi dalle spese scolastiche detraibili; il raddoppio, da 250 a 500 euro per persona, del tetto detraibile per gli abbonamenti al trasporto pubblico; l’ecobonus al 65% sulla prima casa, affiancato da una garanzia pubblica sui prestiti per i lavori, perché l’efficienza energetica non resti riservata a chi può anticipare la spesa».

Proprio perché i margini di bilancio sono stretti, le risorse vanno oggi concentrate sulle spese necessarie e su interventi di cui si possa verificare l’effetto: «Il valore di questa manovra si misurerà su quanto delle risorse stanziate arriverà davvero là dove servono, ovvero a sostenere i bilanci delle famiglie».

Enrico Fresu 

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