Bologna si sveglia ferita dopo la notte di guerriglia urbana seguita alla manifestazione per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir. Gli scontri, esplosi dopo la piazza pacifica, sono andati avanti fino a tarda notte nel centro della città, a pochi passi da piazza Maggiore, con una sacca di attivisti che ha continuato fino a oltre mezzanotte «a lanciare oggetti agli agenti di polizia», devastando il centro storico, «buttando in aria sedie dei dehor e vandalizzando le bici del servizio sharing». Almeno un'auto del Comune è stata data alle fiamme, costringendo i vigili del fuoco a intervenire. I pompieri sono accorsi anche in via Monte Grappa, dove un fumogeno aveva preso fuoco in un cortile.

Il bilancio della serata è di 11 persone che hanno avuto bisogno delle cure del 118. Sul posto il personale sanitario si è occupato di quattro manifestanti e cinque poliziotti. Un altro agente è stato portato all'ospedale Maggiore e un manifestante al Sant'Orsola, entrambi con ferite lievi.

Le tensioni sono esplose dopo la manifestazione organizzata per chiedere chiarezza sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne di origini marocchine deceduto sabato durante un intervento della polizia nel quartiere Pilastro. Secondo la ricostruzione della Procura, tutto si è consumato in meno di un'ora: la prima chiamata al 112 è arrivata alle 11.59 e l'ambulanza con quattro volontari è stata inviata alle 12.17. Prima ancora che arrivasse l’ambulanza, Fakir si è scagliato contro gli agenti che, per renderlo inoffensivo, lo hanno immobilizzato faccia a terra dopo aver usato spray urticante. Colpisce che nei video si vedono i volontari fermi ma è la prassi, spiega la Croce rossa: i sanitari possono intervenire solo quando dalle forze dell’ordine arriva il via libera. Il medico non c’è e alle 12.36 i volontari, che non possono somministrare farmaci, chiedono l’invio dell’automedica che parte dall’ospedale Maggiore alle 12.42. Il decesso è stato constatato alle 12.53, dopo le manovre di rianimazione.

La Procura ha acquisito il video di 5 minuti e 20 secondi che mostra la scena dall'alto, girato da un residente e già ripreso ieri dai social e dai media. Agli atti finiranno anche le immagini della bodycam di uno dei due agenti e altri video realizzati con i telefonini da persone presenti in via Svevo. A dare l'allarme erano stati proprio i residenti, quando il 42enne, che era andato nel rione Pilastro a trovare alcuni parenti, avrebbe iniziato a gridare e a prendersela con una persona che stava parcheggiando l'auto in una delle rimesse della strada. «Sono in via Italo Svevo n.6, c'è una persona extracomunitaria che è arrivata di corsa dietro le autorimesse, sta urlando e scalciando tutti i basculanti, gridando “aiuto” e che lo vogliono uccidere», ha raccontato nella chiamata al 112, pubblicata dal Tg1, un passante.

L'uomo al telefono descrive poi Fakir: «Pantaloni neri lunghi, maglietta bordeaux scura, mezze maniche», aggiungendo: «Adesso è seduto su una scalinata, ma è arrivato di corsa». A quel punto è intervenuta la polizia, che poi ha chiamato il 118 parlando di una «crisi psichiatrica» in atto.

Pare che già nelle ore precedenti l'uomo fosse particolarmente agitato, come alterato, secondo quanto raccontato da diversi testimoni che saranno ascoltati dagli inquirenti. Tra le persone che dovranno essere sentite anche il giovane, ripreso nel video mentre, a torso nudo, si unisce all'azione dei due poliziotti mentre sono sopra Fakir. «Lo conosciamo, è un ragazzo che abita qui nel quartiere, originario dell'ex Jugoslavia», racconta Antonietta Enacca, amica del 42enne.

Secondo altre testimonianze raccolte tra i residenti, potrebbero essere stati gli stessi agenti a chiedere al cittadino di aiutarli a bloccare il marocchino. Nel video si vede il giovane che tiene ferme le gambe di Fakir mentre lui grida e continua a farlo anche quando il 42enne non si muove più, assistendo i poliziotti mentre gli legano i piedi nudi con delle fascette. Poi rimane lì, mentre i presenti si accorgono che l'uomo non dà più segni di coscienza e resta immobile sull'asfalto.

(Unioneonline/D)

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