Funerali di Emma Bonino, commozione in Campidoglio: «La battaglia per i deboli la sua stella polare»
L’ultimo saluto alla storica leader radicale, Mattarella e Meloni hanno accompagnato il feretro: le lacrime di Magi, il ricordo di Prodi, Letta e Della VedovaSi sono conclusi in Campidoglio i funerali di Stato di Emma Bonino. Nella Sala della Protomoteca l’ultimo saluto alla storica leader radicale, 78 anni, ha riunito esponenti di ogni schieramento politico, insieme ai familiari e a tanti compagni delle battaglie che Bonino ha portato avanti per decenni. Al termine della cerimonia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni, al seguito della famiglia, hanno accompagnato il feretro all’esterno del palazzo, fino al carro funebre. Momenti di commozione generale, con i leader politici che si sono fermati a lungo con i familiari. Bonino, a quanto si apprende, dovrebbe essere cremata e successivamente trasportata nella cappella di famiglia a Brà.
In Campidoglio sono arrivati, tra gli altri, Carlo Nordio, Elly Schlein, Massimo D’Alema, Paolo Gentiloni, Carlo Calenda, Matteo Renzi e Giuseppe Conte. Presenti anche Mario Monti, Roberto Giachetti con Maria Elena Boschi, la ministra Marina Calderone e Angelo Bonelli. La premier Giorgia Meloni è stata accolta dal sindaco Roberto Gualtieri in fascia tricolore, dal leader di Più Europa Riccardo Magi e dal deputato Benedetto Della Vedova, e poi il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso. Poco prima dell’inizio era arrivato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Commosso Riccardo Magi, segretario di Più Europa: «Emma ha criticato le istituzioni, le ha contestate fino a disobbedire alle leggi che riteneva ingiuste e liberticide, andando incontro alle conseguenze delle proprie azioni per riformarle. Ogni azione, ogni polemica, ogni contestazione non ha mai avuto lo scopo di danneggiarle o infangarle, ma sempre quello di migliorarle». Una vita, ha aggiunto, dedicata «a questo amore per la democrazia e per le istituzioni democratiche», attraverso «la lotta intransigente per ottenere riforme che portassero alla conquista di maggiori diritti e libertà per tutte e per tutti i cittadini».
Benedetto Della Vedova: «Diritti civili, diritto e diritti umani sono sempre stati per Emma un tutt'uno. La difesa e la promozione dello Stato di diritto, del potere che trova un argine invalicabile nella Costituzione, nella legge, erano le precondizioni per la libertà ovunque in Italia e nel mondo», ha detto. Della Vedova ha ricordato il principio che Bonino ripeteva insieme a Marco Pannella: «Dove c'è strage di diritto poi c'è strage di persone. E oggi abbiamo sotto gli occhi quanto drammaticamente vere siano queste parole». E ha ricordato l’europeismo di Bonino, raccontando anche la nascita di Più Europa: «L'Europa è il miglior destino possibile per noi, da difendere, da migliorare, ma da non abbandonare alle illusioni populiste e nazionaliste che porterebbero indietro e non avanti anche i diritti e le libertà». Quindi ha citato una delle immagini utilizzate dalla stessa Bonino: «L'Europa è una zattera in mezzo al fiume, magari anche un po' malmessa, ma se non andiamo avanti e non la spingiamo sull'altra riva, non torniamo indietro, affondiamo».
Romano Prodi ha ricordato invece le battaglie condivise contro la pena di morte e contro l’uso delle mine antiuomo. «Anche in quei due settori passi avanti sono stati fatti, ma come spesso avvenuto nel campo dei diritti umani abbiamo assistito più volte a un ritorno dal passato. E a un progresso della democrazia che si è fatto sempre più faticoso. E proprio contro questi ostacoli la tenacia di Emma nella difesa dei diritti non è mai venuta meno», ha detto l’ex premier. «Noi non abbiamo sempre condiviso tutto, ma la sua battaglia per i deboli e gli indifesi è stata la sua stella polare ed è stato un insegnamento per tutti noi. Una battaglia che Emma ha portato avanti con una forza e con una determinazione senza uguale».
«Emma appartiene ai giovani, ai giovani di oggi. Ogni volta che l'ho invitata a parlare con gli studenti, non la lasciavano andare via», ha raccontato Enrico Letta. Bonino, ha spiegato, «sapeva che per i giovani era importante avere dei maestri, aveva imparato l'importanza di avere delle figure di riferimento, di cui ti fidi e alla cui parola dai valore». Bonino «sapeva rispettare le istituzioni e sapeva rompere l'inerzia e lo spirito naturalmente conservatore delle istituzioni». E ancora: «L'ho ammirata in questa capacità di essere donna delle istituzioni senza farsi intrappolare dalle istituzioni». In tutte le sue battaglie, ha concluso, «mai è caduta nella tentazione dell'autocelebrazione. Non voleva essere un'anima bella, voleva provocare il cambiamento, voleva unire alla battaglia ideale la concretezza della realizzazione».
(Unioneonline/D)
