Allarme anche in Italia per gli attacchi hacker che hanno colpito i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati. Nel mirino, oltre a catene in alcuni Paesi Ue, anche alcune regioni italiane, con un caso sospetto anche a Sassari.

Per fare  il punto della situazione si è svolta a Palazzo Chigi una riunione con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, alla quale hanno partecipato il Direttore dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e i Direttori delle Agenzie di intelligence.

Dai primi accertamenti "emerge che in Italia l’impatto degli attacchi è al momento fortemente limitato: sono state interessate poche unità commerciali, a fronte delle migliaia presenti sull’intero territorio nazionale, per lo più munite ancora adesso di sistemi di sicurezza obsoleti, con interfacce esposte direttamente su Internet e carenze nei meccanismi di autenticazione. La gran parte della catena di distribuzione risulta invece dotata di sistemi di protezione aggiornati, in grado di respingere intrusioni malevole", si legge in una nota di Palazzo Chigi in cui si precisa che "non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento".

Ogni eventuale segnalazione di anomalia viene peraltro notificata dall’ACN ai NAS dei Carabinieri, al fine di garantire tempestivi interventi. L’ACN sta inoltre incontrando i rappresentanti delle categorie interessate e gli amministratori dei principali operatori del settore. 

Ma come avvengono gli attacchi? Innanzitutto c’è da sottolineare come a rischio potrebbero esserci non soltanto i supermercati, ma tutti i sistemi industriali.

Stefano Zanero, professore ordinario di Cybersecurity al Politecnico di Milano, ha spiegato all’Ansa: "Tutti i sistemi industriali oggi sono controllati via internet, secondo una tendenza che si è sviluppata negli ultimi 20 anni".

"Ci sono sistemi industriali – aggiunge - che restano in servizio per 20, 30, 40 anni e, in genere, più un sistema è vecchio, meno è curata la sua manutenzione dal punto vista della cybersecurity".

Questo è vero anche per i frigo dei supermercati. "Macchine di questo tipo non vengono aggiornate frequentemente, ma restano in servizio molto più a lungo rispetto, per esempio, agli elettrodomestici che abbiamo in casa. Molte di esse, inoltre, non sono state pensate per essere collegate a internet, ma si sono organizzate in questo senso successivamente, per i grandissimi vantaggi economici e funzionali che la connessione in rete può offrire".

"Per esempio, per una catena di supermercati avere il controllo remoto permette di rilevare tempestivamente un problema. Raramente, però, questi controlli remoti riguardano anche la cybersicurezza. Se gli attacchi avvengono è perché "ci sono delle falle", osserva Zanero, ma "anche i sistemi più protetti possono avere delle falle nella sicurezza". In sostanza, aggiunge, "tutti i sistemi compromessi avevano qualche tipo di vulnerabilità che gli aggressori hanno sfruttato".

La stessa connessione "può portare a una vulnerabilità verso l'esterno" e "se tutte le aziende usano macchinari connessi, non tutte hanno preso misure contro i cyberattacchi". In particolare, gli attacchi informatici ai supermercati hanno "impatti sulla vita quotidiana non indifferenti e questo li rende interessanti per aggressori orientati a creare scompiglio a livello sociale".

(Unioneonline)

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