Turismo, stagione da record: «Ma l’Isola è al limite, tra blackout e reti idriche e fognarie in sofferenza»
Pesano le carenze infrastrutturali, problemi anche per la viabilità: «Non possiamo continuare a ospitare 40mila persone in paesi con reti tarate per 3mila residenti»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Per la Sardegna questa stagione turistica potrebbe segnare un punto di svolta: luglio e agosto da pienone, settembre con il 16 per cento di prenotazioni in più rispetto al 2025. Maurizio Battelli, presidente dell'associazione Extra, conferma: «Nei b&b e negli affittacamere dell’Isola a luglio abbiamo avuto il 7 per cento di presenze in più del 2025, ad agosto il 5 e a settembre, se si mantiene la tendenza iniziale, arriveremo al 10. Per ottobre ci aspettiamo addirittura il 15 per cento in più. Considerato il clima di incertezza geopolitica con cui era iniziata, un’ottima stagione».
Negli alberghi, però, «il tutto esaurito non c’è mai stato perché qualche posto letto è sempre rimasto libero», mette le mani avanti Paolo Manca, numero uno di Federalberghi: «Ma è una buona stagione – concede – e anche settembre sembra un buon mese. Chiuderemo con i risultati dell’anno scorso». Che fu una stagione record, ricorda l’assessore regionale al turismo, Franco Cuccureddu: «Replicare quei risultati sarebbe un successo, e potremmo superarli».
Eppure la sensazione è che il sistema sia arrivato a un limite: «Tra blackout continui, problemi di viabilità, carenza di parcheggi, reti idriche e fognarie in sofferenza – aggiunge – abbiamo un limite infrastrutturale. L’unico settore economico in crescita nell’Isola non sarà più sostenibile se non allunghiamo la stagione». Manca annuisce: «È un tema su cui dobbiamo ragionare. Non possiamo continuare a ospitare 40mila persone in paesi che hanno reti tarate per tremila residenti. E il problema non sono gli alberghi».
Marco Noce
Tutti i dettagli su L’Unione Sarda in edicola e sull’Unione Digital
