Troppi pazienti, pochi medici e carenza di servizi socio-assistenziali: in Sardegna ospedali in tilt
L’allarme della Federazione degli internisti (Fadoi): «L’organizzazione inappropriata favorisce il sovraffollamento»Sanità (foto simbolo Ansa)
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Nei reparti di Medicina degli ospedali ci sono pochi medici e troppi pazienti, l’80 per cento ha più di settant’anni e anche quattro patologie, i posti letto non bastano mai e spesso anche i corridoi sono occupati da barelle e letti di fortuna, purtroppo capita che molti ricoveri siano impropri, che Cagliari e Sassari debbano farsi carico di quello che in “periferia” non si riesce più a garantire, che anche molte dimissioni siano complicate, perché fuori manca un’adeguata rete di strutture intermedie e servizi socio-assistenziali.
L’allarme risuona puntualmente da Fadoi (Federazione delle associazioni dei dirigenti internisti italiani) che nella sua survey evidenzia ancora una volta una pressione insostenibile e un’inappropriatezza organizzativa che è urgente modificare.
«Tutti gli ospedali dell’Isola hanno carenza di personale», avverte Carlo Usai, primario di Medicina interna all’Aou di Sassari e componente della segreteria nazionale Fadoi, «ma c’è un meccanismo perverso che esaspera il sovraffollamento degli hub: certi ospedali, anche importanti, non fanno più una serie di procedure, così tutti i pazienti finiscono al “centro”».
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