Traffico di clandestini, smantellata un’organizzazione in Sardegna: progettava traversate veloci e trasporto di droga
A capo del sodalizio un richiedente asilo che si era stabilito nella zona di Cagliari. Isola centrale nella contraffazione dei documenti, infiltrati anche (a loro insaputa) i centri d’accoglienza sardiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
In Algeria si reclutavano i migranti e si organizzavano le traversate. In Sardegna c’era la struttura incaricata dell’accoglienza dei clandestini, della realizzazione di documenti contraffatti e del supporto agli appartenenti al sodalizio criminale. Nell’area di Marsiglia, invece, operava uno dei principali finanziatori dell’organizzazione, referente per il reperimento dei soldi e di mezzi navali ad altissime prestazioni, in particolare gommoni super veloci (i “Phantom”) destinati al trasporto dei clandestini e della droga.
E proprio da quei gommoni nasce il nome dell’operazione “Phantom” che ha portato oggi all’esecuzione di undici provvedimenti di fermo emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di altrettanti indagati sospettati di far parte di un sodalizio criminale internazionale dedito al traffico di clandestini.
Un asse criminale che partiva da El Kala, in Algeria, e passava per Cagliari e Marsiglia. Al cui vertice c’era un algerino richiedente asilo, che di recente si era stabilito nel Cagliaritano. Era lui, secondo gli investigatori, a gestire il reclutamento di migranti e scafisti in Algeria. Era lui a riscuotere il denaro necessario per le traversate e ad organizzare i viaggi clandestini verso le coste dell’Isola, anche corrompendo le autorità locali per facilitare le partenze.
L’indagine e le traversate clandestine
L’indagine, partita a febbraio, si è avvalsa di intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti, acquisizioni documentali e riscontri investigativi sul territorio. Così gli inquirenti sono riusciti a ricostruire nel dettaglio la struttura del sodalizio, le sue modalità d’azione e i progetti futuri.
Almeno cinque traversate clandestine partite da El Kala e dirette verso le coste meridionali dell’Isola sono state documentate dagli investigatori, che hanno anche identificato i presunti scafisti documentando un collaudato sistema di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
I progetti
Ma il sodalizio pensava in grande, voleva mandare in pensione le “carrette” del mare. Aveva da poco acquisito potenti gommoni con motori ad altissima potenza – i Phantom appunto – con cui progettava di inaugurare una nuova rotta del traffico di esseri umani. Le imbarcazioni dovevano partire dalle coste sarde, raggiungere l’isola tunisina di La Galite e imbarcare gruppi di migranti per portarli rapidamente nell’Isola, con traversate velocissime. Così potevano moltiplicare i numeri dei viaggi e i profitti, considerando che la traversata per raggiungere l’Isola costava circa 2.500 euro a migrante.
I documenti contraffatti
In Sardegna poi agiva una rete di complici incaricati dell’accoglienza dei clandestini e soprattutto della produzione di documenti contraffatti. C’era infatti un collaudato sistema di falsificazione dei modelli C3 che attestavano la richiesta di protezione internazionale: venivano presi dei documenti autentici sostituendo le fotografie. Così i clandestini, al prezzo di 150 euro, potevano tranquillamente restare nel territorio nazionale, muovendosi liberamente.
Alcuni membri dell’organizzazione, inoltre, si erano infiltrati nelle strutture d’accoglienza dell’Isola (che erano del tutto ignare e non sono in alcun modo coinvolte nell’indagine), dove reperivano i documenti originali da usare per la creazione dei falsi. Tali documenti venivano anche impiegati per ottenere medicinali ad effetto psicotropo destinati poi alla vendita illegale.
Il piano per trafficare droga
Il gruppo stava anche preparando, proprio grazie ai gommoni “Phantom” un florido traffico internazionale di droga. Aveva già pianificato l’importazione dalla Spagna di 500 chili di hashish e 10 di cocaina da trasportare via mare.
Gli arresti
Alla luce dei gravi indizi di colpevolezza raccolti in sei mesi di indagini e del pericolo di fuga di diversi indagati, la Dda ha disposto il fermo di undici persone. Provvedimento eseguito nelle prime ore del mattino da oltre 100 operatori della Polizia di Stato, appartenenti al Servizio Centrale Operativo, alla Squadra Mobile di Cagliari, alla SISCO, al Reparto Prevenzione Crimine, al Reparto Volo, alle unità cinofile, al Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica e al XIII Reparto Mobile Sardegna.
(Unioneonline/L)
