In quale mondo Giovanni Musu si è trovato a vivere negli ultimi mesi? Chi sono i personaggi delle “cattive compagnie” che ha incrociato dopo un periodo in cui sembrava essere tornato a una vita serena? Si è trattato di un regolamento di conti o di un banale sgarro alla fine di una discussione iniziata per futili motivi?

Si indaga nel mondo della droga per individuare il killer del 53enne di Carbonia. Ieri, per tutta la giornata, diverse persone sono state accompagnate per essere sentite e ci sono state perquisizioni, sia nella casa in cui viveva Giovanni Musu, sia nelle abitazioni di persone che potrebbero avere avuto un ruolo nella sua morte.

E proprio la droga è il filo conduttore di diversi delitti avvenuti nella città mineraria tra la fine degli anni '80 e gli albori del 2000: a partire dalla morte di Gisella Orrù nel 1989 alla scomparsa di Fabio Serventi, svanito nel nulla nel 2020, passando per Antonio Fadda, Gianfranco Mascia, Massimiliano Pillittu e Sebastian Casula.

Musu è stato ucciso a coltellate, forse fatale una alla gola, e poi dato alle fiamme nel parco del Rosmarino. L’omicidio si è consumato davanti a una telecamera comunale spenta, se accesa avrebbe immortalato tutte le fasi. Sul posto c'erano alcune siringhe. L’autopsia, già disposta dalla Procura, farà chiarezza sulla causa dell’omicidio e dirà se la vittima avesse assunto droghe.

Tutti i dettagli nell’articolo di Stefania Piredda su L’Unione Sarda in edicola e sull’Unione Digital

© Riproduzione riservata