Fuori da Bancali. Il tribunale del Riesame ha annullato, nella giornata di oggi, l'ordinanza che disponeva il carcere di Sassari per Luca Silanos e i fratelli Alessio e Fabio Levanti.

Una misura decisa a inizio marzo con l'accusa di ricettazione e detenzione abusiva di arma di fuoco. Il tutto in riferimento alla sparatoria avvenuta lo scorso 19 gennaio a Predda Niedda quando Giovanni Maninchedda ferì proprio Silanos con un colpo di pistola. Deflagrazione fatta partire dal suo salone di auto usate mentre il secondo si avvicinava allo spiazzo nonostante Maninchedda gli gridasse di allontanarsi.

La pallottola colpì al femore Silanos, che si era presentato sul posto insieme ai Levanti, ma con un’altra auto. I due fratelli avevano chiamato i soccorsi e le immagini video avrebbero registrato la presenza di una pistola impugnata da uno dei tre.

Maninchedda, dopo un periodo di latitanza, è stato in seguito condotto in carcere, dove si trova tuttora, con l'accusa di tentato omicidio. A difendere Silanos gli avvocati Lorenzo Galisai e Nicola Satta mentre Marco Palmieri, Paolo Spano e Anna Maria Santoru assistono i Levanti. I legali Patrizio Rovelli e Danilo Mattana difendono Maninchedda. Il Riesame era presieduto da Massimo Zaniboni, a latere Sara Pelicci e Paolo Bulla.

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