Il Consiglio comunale di Sorso ha approvato, con voto unanime, la proposta di proclamazione della Città a Civitas Mariae, suggellando il profondo legame storico, spirituale e identitario che da oltre otto secoli unisce la comunità sorsense alla Beata Vergine “Noli Me Tollere”.

Un legame che affonda le proprie radici nella tradizione dell'apparizione mariana del 26 maggio 1208, quando, sulla spiaggia di Rena Bianca, la Vergine sarebbe apparsa a un uomo muto che, secondo il racconto tramandato nei secoli, riacquistò miracolosamente la parola.

La deliberazione rappresenta un passaggio di particolare significato nella storia della città, riconoscendo formalmente una devozione che ha attraversato le generazioni, contribuendo a definire l'identità culturale, religiosa e sociale della comunità.

Alla seduta consiliare hanno preso parte il Ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini di Sardegna e Corsica, padre Gianluca Longobardi, il parroco di Sorso, don Luca Collu, e il padre guardiano del Convento dei Cappuccini di Sorso, padre Danilo Pischedda.

A illustrare la proposta è stato l'assessore Federico Basciu, che ha richiamato il valore storico e identitario del provvedimento. «Questo atto non si limita a fotografare il presente, ma affonda le proprie radici nella memoria collettiva della nostra comunità».

Il sindaco Fabrizio Demelas ha voluto richiamare il significato più autentico dell'espressione latina Civitas Mariae. «Il termine latino civitas non identifica semplicemente la città nella sua dimensione fisica e materiale, per la quale i Romani utilizzavano il termine urbs, ma richiama soprattutto la comunità delle persone che la abitano, il popolo che condivide una storia, un'identità e un destino comune. Per questa ragione, Civitas Mariae può essere tradotto non soltanto come “Città di Maria”, ma, in un'accezione ancora più profonda, come ‘Comunità di Maria’ o ‘Popolo di Maria’.

È questo il significato civile e istituzionale che attribuiamo al percorso intrapreso: fare in modo che un riconoscimento profondamente radicato nella nostra tradizione religiosa possa tradursi anche in un rinnovato impegno quotidiano verso il bene comune». Il sindaco ha inoltre rivolto un sentito ringraziamento ai Padri Cappuccini di Sorso, in particolare a padre Danilo Pischedda, e al parroco don Luca Collu, per aver sostenuto e accompagnato il percorso presso le autorità ecclesiastiche.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto a monsignor Gian Franco Tamponi, con il quale il percorso ha avuto inizio, e all'arcivescovo metropolita di Sassari, monsignor Francesco Antonio Soddu, al quale è stata rivolta l'istanza. Nel corso del dibattito, il consigliere Alfredo Roggio ha evidenziato come il riconoscimento possa rappresentare un'opportunità per valorizzare ulteriormente il patrimonio storico e religioso della città. Il percorso culminerà il prossimo 21 novembre con una solenne cerimonia presso il Santuario dei Cappuccini, durante la quale il Sindaco procederà alla sottoscrizione dell'atto di affidamento della Città alla Beata Vergine “Noli Me Tollere” e al disvelamento di una targa commemorativa.

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