Un 38enne sassarese è stato condannato per maltrattamenti in famiglia al termine di un procedimento celebrato con il rito abbreviato, parti offese la moglie e le due figlie piccole che, secondo le accuse, avrebbero subito le condotte vessatorie dell’uomo, le bambine come testimoni.

L’uomo, affetto da uno stato di estremo disagio psichico, si è reso protagonista di azioni paranoiche come controllare se sotto il letto oppure nell’armadio ci fossero presunti amanti della moglie. Sosteneva anche di sentire voci che percepiva soltanto lui. Aveva installato delle telecamere nella stanza da letto per monitorare i presunti tradimenti della donna, convinto che lei avesse intrapreso relazioni con dei colleghi.

Inoltre, secondo l’accusa, l’ha minacciata e insultata in pubblico e, al termine della convivenza, l’ha pedinata e le ha inviato messaggi dal contenuto “delirante”.

La pm Elisa Succu aveva sollecitato una condanna a 3 anni e 6 mesi mentre il gup Gian Paolo Piana gli ha inflitto una pena di due anni e una provvisionale subito esecutiva. A difendere l’imputato l’avvocato Maurizio Serra, mentre la legale Alessandra Delrio ha assistito le parti offese.

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