Tutto in una notte. Per una 26enne di Ozieri il 23 maggio del 2025 resterà una giornata da ricordare perché le porterà “in dote” un processo, che si è concluso oggi con l’abbreviato, e due imputazioni: furto in abitazione e rapina aggravata. In entrambi i casi lo scenario è quello di Sassari e, nel primo, quello di uno spazio espositivo dove la donna, in orario di chiusura, si introduce e ruba una postepay prepagata, mentre viene ripresa dalle telecamere. Uno spazio che, nel capo di imputazione, viene considerato alla stregua di un’abitazione privata sostanziando così un’aggravante nella formulazione accusatoria. Perimetro su cui l’avvocato della difesa, Luigi Conti, oggi in tribunale durante la discussione, si è detto contrario chiedendo di derubricare il reato in furto semplice. Per questa contestazione il pm Gianni Caria, oggi in tribunale, ha chiesto una condanna a 4 anni in sede di abbreviato.

L’altra vicenda presentava contorni molto meno chiari. La 26enne era accusata di aver sottratto tre perette di formaggio a un 76enne disabile e in sedia a rotelle. Gesto compiuto in casa dell’uomo, che lei frequentava, e che porta l’anziano a reagire afferrandole le gambe e provocando la caduta dei calzoni della donna. La giovane a sua volta si oppone alla sua presa e per poco la persona non cade per terra. La parte offesa ha ritrattato in parte quanto dichiarato all'inizio e l'episodio è stato alquanto ridimensionato.

Su questa accusa il collegio, presieduto da Monia Adami, a latere Sara Pelicci e Stefania Mosca-Angelucci ha disposto il non doversi procedere mentre sul furto ha deciso una pena di 10 mesi di reclusione.

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