Processo a Tonino Becciu: respinti molti atti depositati dal pm
Negli atti espunti attività di polizia giudiziaria che, secondo i legali delle difese Ivano Iai e Antonello Patané, «nulla hanno a che fare con questo procedimento»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Respinti dal collegio in tribunale a Sassari la maggior parte degli atti depositati dal pm Gianni Caria nel processo contro Tonino Becciu, fratello del cardinale Angelo, e Corrado Melis, vescovo di Ozieri. Con loro sono a giudizio altre 7 persone, imputate a vario titolo di peculato, riciclaggio, favoreggiamento e false informazioni fornite al pubblico ministero.
L'accusa principale è quella di aver stornato, dal 2013 al 2016, i fondi dell'8 x mille, dalla diocesi ozierese alla cooperativa Spes, presieduta proprio da Becciu. Negli atti espunti vi erano delle attività di polizia giudiziaria che, secondo Ivano Iai e Antonello Patané, legali delle difese, «nulla hanno a che fare con questo procedimento». «Atti - spiegano - acquisiti attraverso una rogatoria con la Città del Vaticano, il cui ordinamento ha dichiarato l'assoluta nullità degli stessi in origine».
Il riferimento è anche all'ordinanza relativa al procedimento contro il cardinale Becciu in Vaticano. Di recente la Corte di Appello del Vaticano ha disposto la nullità del processo di primo grado per l'alto prelato, accusato di peculato.
«Abbiamo prodotto l'ordinanza in cui si dice che il decreto di citazione a giudizio di Sua Eminenza è un atto nullo. Poiché questo era conflitto nel nostro processo ed era viziato in origine è evidente che deve essere escluso dal nostro procedimento».
Tra le testimonianze dell'udienza odierna anche quella di un ex factotum della Spes, licenziato a suo tempo dalla cooperativa e che ha sostenuto di aver parlato della sua condizione a Papa Francesco. «Mi ha detto che avrebbe pregato per me», ha sostenuto.
A presiedere il collegio Giancosimo Mura, a latere Monia Adami e Sara Pelicci.
