“Pizzini” di Bagarella fuori dal carcere di Sassari, l’avvocato: «Non ne so niente»
Gli scritti del capomafia cognato di Riina, condannato a tredici ergastoli, sarebbero usciti dalla sezioni del 41 bis di BancaliLeoluca Bagarella è rinchiuso al 41 bis a Sassari
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«Non ne so niente, non posso commentare cose che non conosco«. Così l'avvocato Luca Cianferoni su alcuni “pizzini” attribuiti al suo assistito, il capomafia Leoluca Bagarella che, secondo quanto pubblica Fanpage.it, sarebbero usciti dal 41bis del carcere di Sassari. Il penalista conferma, invece, che «per quanto a mia conoscenza Bagarella sta molto male».
I “pizzini” attribuiti a Leoluca Bagarella, storico boss di Cosa nostra in carcere dal 1995 e condannato a tredici ergastoli, sarebbero stati consegnati alla redazione da un ex detenuto dello stesso istituto penitenziario che ha raccontato di averli ricevuti dal compagno di cella incaricato di portare ogni giorno il vitto al boss, cognato ed erede di Totò Riina.
Nei "pizzini” ci sarebbero principalmente saluti, ma anche appelli al ministero della Salute e riferimenti a macchine di lusso. Si legge: «Al ministro della salute», «Saluti alle Maserati», «Alle rosse e a tutti i piccolini». Tutti sono firmati Luca.
Sono scritti confusionari, sottolineano da Fanpage.it che li ha visionati, anche perché Leoluca Bagarella ha 84 anni e non sta bene. I pizzini sarebbero usciti dal reparto di massima sicurezza del carcere di Sassari attraverso «un detenuto addetto al servizio di portavitto al 41bis», cioè l'incaricato di consegnare il cibo e svolgere attività all'interno della sezione detentiva del cosiddetto "carcere duro” dove le celle sono separate e i contatti con l'esterno sono ridotti al minimo.
(Unioneonline)
